confagricoltura
Forte calo di aziende nella regione
Da un elaborato del Centro Studi di Confagricoltura su dati Istat, si rileva quanto diversificata sia l’organizzazione e la produzione agricola nazionale e come, rispetto al 2000, oggi il settore...
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Da un elaborato del Centro Studi di Confagricoltura su dati Istat, si rileva quanto diversificata sia l’organizzazione e la produzione agricola nazionale e come, rispetto al 2000, oggi il settore primario sia variamente mutato da una Regione all’altra.
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, la superficie agricola utilizzata è calata, rispetto al 2000, del 6,84 per cento, passando dai 1.114.000 ettari agli attuali 1.038.000.
In forte calo soprattutto il numero delle aziende agricole, attualmente poco più di 60.000, in diminuzione di oltre il 55 per cento rispetto al 2000; di queste l’80 per cento è rappresentato da ditte individuali, il 16 per cento da società di persone e il restante 4 per cento società di capitali.
La Superficie aziendale (Sau) è passata dai 10,34 ettari a 16,10 (+55,73 per cento), ben più elevata della media nazionale pari ad 8,45 ettari. Gli occupati sono calati negli ultimi 15 anni del 37 per cento, passando dai 105mila agli attuali 66mila.
Più sensibile la riduzione del numero degli autonomi (-42 per cento), il cui numero è attestato oggi in circa 37mila unità, mentre il calo dei dipendenti è stato pari al 29 per cento e il numero oggi si aggira attorno alle 29mila unità.
Per quanto riguarda le principali coltivazioni, in riduzione dell’8 per cento i cereali e di oltre il 40 per cento le coltivazioni industriali (barbabietole soprattutto), del 32 per cento i fruttiferi; in aumento le ortive (+11 per cento) e le foraggere (+ 15 per cento).
Per quanto riguarda il patrimonio zootecnico regionale, risultano in aumento bovini (+5,5 per cento) e caprini (+30 per cento), in diminuzione suini (-5 per cento), avicoli (-3 per cento) e conigli (-26 per cento).
Negli ultimi quindici anni il valore aggiunto è aumentato del 3,98 per cento, mentre il commercio con l’estero è aumentato del 64 per cento. (a.t.)
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, la superficie agricola utilizzata è calata, rispetto al 2000, del 6,84 per cento, passando dai 1.114.000 ettari agli attuali 1.038.000.
In forte calo soprattutto il numero delle aziende agricole, attualmente poco più di 60.000, in diminuzione di oltre il 55 per cento rispetto al 2000; di queste l’80 per cento è rappresentato da ditte individuali, il 16 per cento da società di persone e il restante 4 per cento società di capitali.
La Superficie aziendale (Sau) è passata dai 10,34 ettari a 16,10 (+55,73 per cento), ben più elevata della media nazionale pari ad 8,45 ettari. Gli occupati sono calati negli ultimi 15 anni del 37 per cento, passando dai 105mila agli attuali 66mila.
Più sensibile la riduzione del numero degli autonomi (-42 per cento), il cui numero è attestato oggi in circa 37mila unità, mentre il calo dei dipendenti è stato pari al 29 per cento e il numero oggi si aggira attorno alle 29mila unità.
Per quanto riguarda le principali coltivazioni, in riduzione dell’8 per cento i cereali e di oltre il 40 per cento le coltivazioni industriali (barbabietole soprattutto), del 32 per cento i fruttiferi; in aumento le ortive (+11 per cento) e le foraggere (+ 15 per cento).
Per quanto riguarda il patrimonio zootecnico regionale, risultano in aumento bovini (+5,5 per cento) e caprini (+30 per cento), in diminuzione suini (-5 per cento), avicoli (-3 per cento) e conigli (-26 per cento).
Negli ultimi quindici anni il valore aggiunto è aumentato del 3,98 per cento, mentre il commercio con l’estero è aumentato del 64 per cento. (a.t.)
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