il vangelo
I cristiani non sono individui che credono di salvarsi da soli
Il Vangelo di oggi (Mt13, 44-52) ha come tema centrale il Regno dei Cieli. Nella prima parte esso viene paragonato sia ad un tesoro sia a una perla, dove in entrambi i casi, chi li scopre, è chiamato...
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Il Vangelo di oggi (Mt13, 44-52) ha come tema centrale il Regno dei Cieli. Nella prima parte esso viene paragonato sia ad un tesoro sia a una perla, dove in entrambi i casi, chi li scopre, è chiamato a vendere tutto ciò che ha per poterli ottenere. Anche se qualcuno ha interpretato alla lettera queste parole (come Sant’Antonio Abate, San Francesco d’Assisi e altri), ciò che prima di tutto siamo chiamati ad abbandonare è la nostra volontà, guidata da uno spirito di autoaffermazione che non vuole lasciare posto dentro di sé a Gesù (...)
Nella seconda parte vediamo che il Regno dei Cieli è paragonato a una rete che viene gettata nel mare, la quale raccoglie in sé molti pesci, i quali sono sia buoni che cattivi e alla fine del mondo gli angeli getteranno i cattivi nella fornace ardente. I pesci buoni, come nella parabola del grano buono e della zizzania, sono coloro che vivono la comunione fra loro nella carità; solo questo habitus ci rende compatibili col modo di vivere divino (...)
Negli ultimi secoli alcuni cristiani si sono trasformati in esseri stressati e frustrati, schiacciati da un giogo che li illude di essere gli artefici della loro salvezza, attraverso le proprie opere, spesso adempiute meccanicamente e senza carità, rinchiudendo chi le fa in se stesso; tutto ciò ci trasforma sempre più in individui, che credono di salvarsi da soli, per mezzo della loro bravura, che li isola dal resto della comunità, ritenuta peccatrice e non all’altezza della loro purezza. Cristo invece ci invita a vivere la comunione nella relazione con il prossimo, riconoscendo nell’altro quel Dio che si dona a noi e che ci vuole salvi a tutti i costi.
Se il cristiano non arriva a capire che il luogo privilegiato della manifestazione di Dio è nella comunione all’altare, prima di tutto e di conseguenza fra noi, vivrà un’illusione che lo porterà a un lento scisma dalla comunità.
don Giacomo Granzotto
Nella seconda parte vediamo che il Regno dei Cieli è paragonato a una rete che viene gettata nel mare, la quale raccoglie in sé molti pesci, i quali sono sia buoni che cattivi e alla fine del mondo gli angeli getteranno i cattivi nella fornace ardente. I pesci buoni, come nella parabola del grano buono e della zizzania, sono coloro che vivono la comunione fra loro nella carità; solo questo habitus ci rende compatibili col modo di vivere divino (...)
Negli ultimi secoli alcuni cristiani si sono trasformati in esseri stressati e frustrati, schiacciati da un giogo che li illude di essere gli artefici della loro salvezza, attraverso le proprie opere, spesso adempiute meccanicamente e senza carità, rinchiudendo chi le fa in se stesso; tutto ciò ci trasforma sempre più in individui, che credono di salvarsi da soli, per mezzo della loro bravura, che li isola dal resto della comunità, ritenuta peccatrice e non all’altezza della loro purezza. Cristo invece ci invita a vivere la comunione nella relazione con il prossimo, riconoscendo nell’altro quel Dio che si dona a noi e che ci vuole salvi a tutti i costi.
Se il cristiano non arriva a capire che il luogo privilegiato della manifestazione di Dio è nella comunione all’altare, prima di tutto e di conseguenza fra noi, vivrà un’illusione che lo porterà a un lento scisma dalla comunità.
don Giacomo Granzotto
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