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Acqua, non è ancora emergenza siccità

Acqua, non è ancora emergenza siccità

Codigoro, per i tecnici del Cadf non vi sono problemi per l’erogazione del servizio. Serviti circa 70mila utenti

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CODIGORO. L’emergenza siccità, nel nostro territorio in cui l’approvvigionamento idrico è assicurato da Cadf Spa, con sede a Codigoro e con impianti dipotabilizzazione a Serravalle e a Ro, non è un pericolo imminente. Infatti, i tecnici del Cadf, interpellati sul tema di così stringente attualità, definiscono la situazione «tranquilla in quanto sia l’attuale livello del fiume Po che dei pozzi, risulta soddisfacente». Perchè finora «siano in condizioni di normale operatività e non abbiamo problemi per l’erogazione del servizio acquedotto, anche se eseguiamo monitoraggi continui sia sul prelevamento che sulla qualità dell’acqua erogata».

La condizione rassicurante è dovuta, sottolineano al Cadf, ultima azienda che in regione preleva acqua dal Po prima della foce, alla normalità del prelievo dal Po, effettuato dalla centrale di Serravalle, per un massimo di 500 metri cubi al secondo ed un totale annuo di prelievo di circa 6 milioni e 700mila mc (dati 2015). Mentre nella centrale di Ro, il prelievo è effettuato dai pozzi, «che attualmente assicurano un buon livello di acqua di falda», per un massimo di 500 mc al secondo ed un’estrazione annua determinata in circa 8milioni e 990 mila mc. (dati 2015). Una ingente quantità di acqua che, immessa nella fittissima rete distributiva, raggiunge una popolazione servita di oltre 100mila abitanti, mentre gli utenti complessivi sono circa 69 mila di cui 60mila e 300 utenti domestici (il Cadf serve infatti buona parte della provinciadi Ferrara eccezion fatta per il capoluogo e per l’Alto Ferrarese) E non crea particolari problemi anche il possibile avanzamento dal mare Adriatico del cuneo salino (gli impianti di potabilizzazione di Serravalle si trovano a circa una quuarantina di chilometri dal mare) che è la superficie di separazione tra l'acqua dolce e l'acqua salata in presenza di intrusione salina, ovvero l’ingresso del flusso di acqua salata in un corso d’acqua che defluisce al mare e che, in periodi di siccità, quando si abbassa il livello della falda di acqua dolce rispetto al livello medio del mare, entra anche per chilometri lungo l’asta del corso d’acqua dolce. Infatti, sottolineano rassicuranti al Cadf, «nella precedente situazione di siccità, riscontrata nel 2003, il cuneo salino entrò per non oltre una decina di chilometri all’interno del Po, ma la centrale di Serravalle è situata a circa 40 chilometri dalla foce, per cui il rischio di incontrare il cuneo salino è insistente». In ogni caso, assicurano «effettuiamo nel nostro laboratorio continui esami per verificare la salinità dell’acqua per eventualmente intervenire tempestivamente. Ma adesso questo rischio non c’è». Inoltre, per tenere sotto controllo questo potenziale problema, il Cadf si avvale anche dei controlli e monitoraggi effettuati per competenza dalla Provincia. Così, tanto per stare tranquilli, potremo continuare a bere un buon bicchiere d’acqua, nonostante altri territori della nostra regione, vedi le province di Piacenza e Parma, soffrano la condizione di siccità determinati da queste condizioni atmosferiche per certi versi estreme anche nei territorio regionale.

Piergiorgio Felletti

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