Sbanda, lo trovano morto tre ore dopo
Il corpo senza vita di Samuele Zappaterra, 44 anni, avvistato da un passante all’alba di ieri. Rientrava in moto da una festa
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È volato nella scarpata assieme alla sua moto, in piena notte, mentre rientrava a casa da una festa di compleanno. In mezzo all’erba, nascosto dal buio, c’è rimasto per tre ore prima che un passante scorgesse il corpo vicino al canale che costeggia la tenuta agricola Rizzolo, a San Bartolomeo, e avvisasse i soccorsi. Ma per Samuele Zappaterra, 44 anni, operaio della For, era già troppo tardi. L’impatto con il suolo gli è stato fatale. I carabinieri di San Martino e del Radiomobile di Ferrara hanno rinvenuto sul posto anche il casco e uno zainetto giallo. Nessuno sa perché Zappaterra ha perduto all’improvviso il controllo della sua Suzuki Enduro, con cui aveva fatto la spola tra due feste di compleanno programmate nella serata di sabato.
Dopo aver lasciato gli amici alla “Locanda della Zucca”, in via Imperiale, a San Bartolomeo, dove si è svolto il primo incontro conviviale al quale il motociclista ha partecipato, Zappaterra ha raggiunto a Sant’Egidio l’impianto sportivo Baia Beach, in via Pandolfina, dove era stata organizzata un’altra festa e dove l’uomo si è riunito con la compagna, anche lei ospite del raduno. Il rientro verso casa tra le 2.30 e le 3 di ieri mattina. L’uomo ha imboccato la strada che porta al bivio per San Bartolomeo ma si è immesso su via Sgarbata nella direzione opposta, verso via Bologna. La strada attraversa una vasta zona di campagna, Zappaterra l’ha percorsa per circa tre chilometri prima di svoltare a sinistra ed entrare in un tragitto ad “s”, subito dopo aver superato l’Agriturismo “Lama di Valle Rosa”. Superate le tre curve è uscito sul rettilineo che delimita la proprietà Rizzolo ma dopo una cinquantina di metri è successo qualcosa. La moto ha piegato verso sinistra incrociando il guard rail che delimita la strada sopra la scarpata. In quel punto, tra l’altro, via Sgarbata non è illuminata. Qualunque fosse il motivo della sbandata, lo scontro con la protezione metallica fissata sulla banchina ha proiettato lui e la moto nell’erba incolta.
Pochi minuti prima delle 6, la chiamata che ha segnalato l’incidente. La triste notizia è stata comunicata in mattinata alla compagna, Elisabetta, che abita a Gallo di Poggio Renatico, dove Zappaterra era diretto. La moglie era rientrata a casa nella notte in auto con un’amica imboccando - a quanto si è appreso - via Sgarbata in direzione di San Bartolomeo. L’operaio lavorava alla For, azienda meccanica di Poggio. Nativo di Gallo, un carattere solare, lo conoscevano tutti. In paese e fuori aveva un sacco di amici che ieri, increduli e addolorati, si sono passati la notizia allargando sempre più, fin dalla mattina, la cerchia dei legami d’affetto colpita dal lutto. Una tragedia che si è abbattuta in particolare sulla compagna, sua coetanea, e sulla figlia, di 14 anni, che ieri ha ricevuto la notizia nelle Marche, dove si trova va con i nonni.
Dopo aver lasciato gli amici alla “Locanda della Zucca”, in via Imperiale, a San Bartolomeo, dove si è svolto il primo incontro conviviale al quale il motociclista ha partecipato, Zappaterra ha raggiunto a Sant’Egidio l’impianto sportivo Baia Beach, in via Pandolfina, dove era stata organizzata un’altra festa e dove l’uomo si è riunito con la compagna, anche lei ospite del raduno. Il rientro verso casa tra le 2.30 e le 3 di ieri mattina. L’uomo ha imboccato la strada che porta al bivio per San Bartolomeo ma si è immesso su via Sgarbata nella direzione opposta, verso via Bologna. La strada attraversa una vasta zona di campagna, Zappaterra l’ha percorsa per circa tre chilometri prima di svoltare a sinistra ed entrare in un tragitto ad “s”, subito dopo aver superato l’Agriturismo “Lama di Valle Rosa”. Superate le tre curve è uscito sul rettilineo che delimita la proprietà Rizzolo ma dopo una cinquantina di metri è successo qualcosa. La moto ha piegato verso sinistra incrociando il guard rail che delimita la strada sopra la scarpata. In quel punto, tra l’altro, via Sgarbata non è illuminata. Qualunque fosse il motivo della sbandata, lo scontro con la protezione metallica fissata sulla banchina ha proiettato lui e la moto nell’erba incolta.
Pochi minuti prima delle 6, la chiamata che ha segnalato l’incidente. La triste notizia è stata comunicata in mattinata alla compagna, Elisabetta, che abita a Gallo di Poggio Renatico, dove Zappaterra era diretto. La moglie era rientrata a casa nella notte in auto con un’amica imboccando - a quanto si è appreso - via Sgarbata in direzione di San Bartolomeo. L’operaio lavorava alla For, azienda meccanica di Poggio. Nativo di Gallo, un carattere solare, lo conoscevano tutti. In paese e fuori aveva un sacco di amici che ieri, increduli e addolorati, si sono passati la notizia allargando sempre più, fin dalla mattina, la cerchia dei legami d’affetto colpita dal lutto. Una tragedia che si è abbattuta in particolare sulla compagna, sua coetanea, e sulla figlia, di 14 anni, che ieri ha ricevuto la notizia nelle Marche, dove si trova va con i nonni.
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