Codigoro, anche il sindaco Pd lancia l’allarme profughi: siamo in difficoltà
Con gli attuali 75 migranti già presenti in strutture private a Codigoro e la certezza che, a breve la quota raggiungerà le 115 unità ospitate, il Comune di Codigoro sta vivendo paradossalmente una...
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Con gli attuali 75 migranti già presenti in strutture private a Codigoro e la certezza che, a breve la quota raggiungerà le 115 unità ospitate, il Comune di Codigoro sta vivendo paradossalmente una sorta di emergenza migranti all’incontrario. Perché l’impatto numerico sulla gestione del fenomeno da parte della comunità comunale, comincia ad essere difficilmente sostenibile. Ed in sindaco, Alice Zanardi, sul tema, dopo un recente confronto intercorso in Prefettura, ha perso la pazienza. Così, quella che ieri pomeriggio doveva essere una tranquilla seduta consiliare prima della consueta sospensione estiva dei lavori, si è trasformata in una sorta di sfogo da parte del primo cittadino codigorese. Infatti, in apertura di seduta, al momento delle comunicazioni, il sindaco Zanardi, ha dato lettura di una nota della Prefettura, sull’emergenza relativa all’accoglienza dei numerosi richiedenti asilo, comunicava che un privato cittadino di Codigoro, aveva dato la disponibilità di un immobile ubicato in Via provinciale per Lagosanto, 22/23, che potrà contenere fino ad massimo di 40. Attualmente nella struttura, ha riferito il sindaco, sono già ospitate nove migranti. Però, ha sottolineato con fermezza il primo cittadino, «se la quota prevista è di 2,5 migranti ogni mille abitanti adesso con 75 migranti già presenti, quando la nuova sarà completa, avremo la cifra considerevole di 115 migranti, ben oltre ogni possibile conteggio». A questo punto, ha quindi aggiunto il sindaco Zanardi, «per cercare di affrontare il fenomeno e ridurre per quanto possibile l’impatto peraltro già elevato sulla comunità comunale, mi avvarrò delle prerogative che la legge mi assegna in tema urbanistico ed igienico-sanitario. Così, procederemo tempestivamente ad effettuare verifiche e controlli su tutte strutture già messe a disposizione dei privati che ad eventuali altre che potranno essere messe a disposizione, per verificare la compatibilità urbanistica degli immobili utilizzati ed il rispetto delle necessarie norme di igiene e di carattere sanitario». Mentre, con riguardo all’attivazione di eventuali progetti di integrazione ed aiuto, ai migranti, il primo cittadino codigorese è stato chiaro “non siamo in grado di mettere a disposizione dei tutor, perché non abbiamo personale sufficiente ma dovrebbe essere la Cooperativa Camelot, a farsi carico del problerma».
Piergiorgio Felletti
Piergiorgio Felletti
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