I furbetti del dopo sisma Scatta una maxi indagine
di Daniele Predieri
Fondi e ricostruzione, la procura accorpa una quarantina di esposti dei comitati E la Finanza continua verifiche dopo i primi casi di truffa per 4 milioni di euro
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E’ la prima risposta - formale - all’invasione di esposti negli uffici della procura sull’utilizzo dei fondi della ricostruzione del dopo terremoto. Una raffica di esposti, una quarantina, e 150 “casi sospetti” inviati e segnalati da cittadini e dai nuovi comitati che vigilano nel Ferrarese (primo tra i tanti un ex consigliere comunale di Sant’Agostino, Lorenzo Bariffaldi e il Comitato verifica ricostruzione dell’Alto Ferrarese, il Cvr - sui “furbetti del dopo terremoto”, sul corretto impiego dei fondi elargiti da comuni e Regione: la procura, infatti, - pm Isabella Cavallari - ha accorpato le decine di esposti in un unico fascicolo e su tutti questi è in corso la verifica preliminare. Una attività parallela a quella che la Guardia di finanza, all’opera da tempo - da anni - ha attivato di iniziativa e che ha già portato a risultati concreti: la denuncia per truffa di almeno 4 cittadini per un raggiro di oltre 4 milioni di euro, in parte utilizzati impropriamente ed ora contestati (un contributo di 60 mila euro), per la maggior parte stoppati nella erogazione dopo i controlli (4 milioni per i quali è stata bloccato il finanziamento). Come si ricorda, nel sisma del maggio 2012 molte costruzioni - non solo abitazioni - ma fienili, magazzini, casali rurali in aperta campagna crollarono per le scosse dell’alba del 20 maggio 2012 e quelle che seguirono nella mattinata del 29 maggio, che diedero il colpo di grazia a strutture vecchie anche di centinaia d’anni. Alcune già in dissesto o crollate ancor prima del sisma.
Così, la ricostruzione che è seguita ha portato via via diversi cittadini dell’Alto Ferrarese e del Modenese a puntare il dito sui furbetti, volontari costituiti anche in comitati, il Cvr nell’Alto Ferrarese tra Bondeno, Cento, Sant’Agostino e Mirabello, tra i più attivi con oltre 150 segnalazioni e - dicevamo- una 40ina di esposto (perlopiù presentati dall’ex consigliere comunale Lorenzo Baruffaldi). Ma, occorre dire che le verifiche, dovute e formali - il fascicolo aperto dalla pm Cavallari come indagine conoscitiva - potrebbero anche non portare a nulla di fatto. Gli stessi inquirenti in passato, alla Nuova Ferrara, riferirono che questa attività di segnalazione è bene accolta ma ogni atto necessita di riscontri dettagliati e non strumentali. Del resto occorre precisare che i primi risultati - i fondi bloccati dalla Guardia di finanza per oltre 4 milioni di euro con relative denunce penali e procedimenti alla Corte dei Conti - sono il frutto di controlli autonomi attivati dalle Fiamme gialle e segnalati in parte dagli stessi uffici ispettivi pubblici, soprattutto della Regione che da tempo ha attivato controlli sui “furbetti” del dopo terremoto. Ora questa maxi inchiesta (solo per il numero di esposti e segnalazioni accorpati) è aperta e le prime verifiche sono in corso.
Così, la ricostruzione che è seguita ha portato via via diversi cittadini dell’Alto Ferrarese e del Modenese a puntare il dito sui furbetti, volontari costituiti anche in comitati, il Cvr nell’Alto Ferrarese tra Bondeno, Cento, Sant’Agostino e Mirabello, tra i più attivi con oltre 150 segnalazioni e - dicevamo- una 40ina di esposto (perlopiù presentati dall’ex consigliere comunale Lorenzo Baruffaldi). Ma, occorre dire che le verifiche, dovute e formali - il fascicolo aperto dalla pm Cavallari come indagine conoscitiva - potrebbero anche non portare a nulla di fatto. Gli stessi inquirenti in passato, alla Nuova Ferrara, riferirono che questa attività di segnalazione è bene accolta ma ogni atto necessita di riscontri dettagliati e non strumentali. Del resto occorre precisare che i primi risultati - i fondi bloccati dalla Guardia di finanza per oltre 4 milioni di euro con relative denunce penali e procedimenti alla Corte dei Conti - sono il frutto di controlli autonomi attivati dalle Fiamme gialle e segnalati in parte dagli stessi uffici ispettivi pubblici, soprattutto della Regione che da tempo ha attivato controlli sui “furbetti” del dopo terremoto. Ora questa maxi inchiesta (solo per il numero di esposti e segnalazioni accorpati) è aperta e le prime verifiche sono in corso.
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