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Al Palaspecchi è iniziata la demolizione

di Marcello Pulidori
Al Palaspecchi è iniziata la demolizione

Ieri le ruspe nel porticato. Tra un mese sarà abbattuto il “ponte”, principale accesso e simbolo di una intera area

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FERRARA. Palaspecchi, si va avanti. E si entra nella fase top. Ieri alle 10,30 le ruspe della società “Vittadello” che si occupa dell’abbattimento di gran parte della struttura, sono entrate in azione. Sotto gli occhi attenti del direttore del cantiere, geometra Fabio Rossi, casco antinfortunistico e occhiali da sole, gli operai hanno messo in funzione quelle che, tecnicamente, si chiamano “pinze”, che altro non sono che le già citate ruspe nella versione più moderna. Ieri, dunque, è iniziata la demolizione. Verranno demolite quasi tutte le strutture in muratura. Si è iniziato col porticato che fa da base al fabbricato più grande.

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Come lo stesso Rossi ha spiegato, l’obiettivo «principale è quello di eliminare le murature inutili, per poi passare alla fase successiva e cioè alla demolizione delle parti in vetro». Per questi motivi, ancor più rispetto al normale, da ieri mattina nessuno non autorizzato può mettere piede nel grande cantiere del Palaspecchi di Via Beethoven: un paio di addetti alla sicurezza, sotto il solleone, sorvegliano proprio che non vi siano ingressi abusivi nell’area, peraltro circoscritta e chiusa da una recinzione, dei lavori.

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«Questi lavori - ha proseguito il geometra Rossi - proseguiranno per tutto il mese di agosto. Alla fine del mese - ha poi annunciato il direttore del cantiere - arriverà una macchina da demolizione di grandissime dimensioni. Basti pensare che disporrà di un braccio automatico (in pratica, l’unghia della ruspa, ndr) di 34 metri, una delle più grandi esistenti al mondo. La data di arrivo di questa macchina demolitrice è già fissata - prosegue ancora Rossi - per il 29 agosto, salvo intoppi, come sempre. Da quel giorno, serviranno 3/4 giorni di lavori per montare ed assemblare i vari pezzi per comporre il macchinario intero. Ciò significa che nei primi giorni di settembre dovremmo essere pronti per iniziare la demolizione della parte forse, simbolicamente e non solo, più significativa del Palaspecchi: mi riferisco al ponte, la struttura in cemento che di fatto rappresenta l’entrata all’area e che negli anni è diventata l’emblama di tutto quanto ruota attorno al Palaspecchi»

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Quello che Rossi chiama, anche in questo caso tecnicamente “ponte” altro non è che la specie di volta che s’incontra entrando dall’accesso principale. Nel corso degli anni la conformazione di questo ponte, il fatto che ripari dalla pioggia, il fatto che possa rappresentare un rifugio relativamente tranquillo, ha portato in zona prostitute, spacciatori ed individui senza scrupoli che qui hanno attecchito con i loro loschi traffici. Situazione che sta lentamente ma progressivamente cambiando soprattutto grazie ai lavori in corso nel cantiere diretto da Rossi. Il ponte/volta sarà demolito quasi interamente: dopo l’intervento, rimarranno soltanto le due torri laterali, mentre scomparirà tutta la parte più alta corrispondente con la copertura orizzontale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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