Altri profughi ad Argenta «Dobbiamo accoglierli»
Saranno 17 fra donne e bambini. L’assessore dice che il Comune farà la sua parte Pamini: «Non sarà facile, ma la strada verso l’integrazione è già stata avviata»
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ARGENTA. Il Partito democratico interroga il sindaco sulla questione rifugiati. Un argomento molto caldo e un “assist” del capogruppo Luca Simoni che ha permesso all’assessore Samuela Pamini, di ritornare su un tema di scottante: diciassette rifugiati verranno accolti sul territorio argentano. Infatti, durante la seduta del consiglio comunale di lunedì sera, l’assessore Pamini, citando gli accordi con la Prefettura di Ferrara, ha informato che dagli attuali 41 si salirà a 58 e arriveranno solo donne e bambini. Nel dettagliare il numero complessivo dell’accoglienza, ha riferito che «sono 24 i posti del “Sprar” (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; ndr) categoria ordinari, di cui 6 in capo al Comune di Ferrara e 18 a quello di Argenta». A questi i 17 posti recentemente approvati dal Ministero come ampliamento dello Sprar per un totale di 41 posti di cui 35 in capo all’amministrazione di Argenta e 6 a Ferrara. Tutti sono gestiti dalla coop Camelot attraverso lo Sprar. Gli altri 17 saranno suddivisi in centri di accoglienza straordinari (Cas) entrambi a Ospital Monacale: «le due strutture - ha precisato l’assessore Pamini - fanno capo a Viale K per i 9 posti di “Casa Ospitale”, ai quali, da pochi mesi, si sono aggiunti 8 posti gestiti dalla Comunità Matteo XXV di Ferrara. Entrambe queste realtà - ha precisato la Pamini - fanno capo ad Asp di Ferrara».
L’occasione ha permesso all’assessore Pamini, di mettere i puntini sulle “i”, a riguardo del tema della ripartizione sui territori. «Ribadiamo la necessità che ogni amministrazione faccia la propria parte - ha affermato l’esponente della giunta Fiorentini con delega ai servizi sociali -, sia in termini di accoglienza che di integrazione, consapevoli delle difficoltà e nella prima e nella seconda».
Il “modus operandi” per arrivare ai 58 profughi, è stato esclusivamente attraverso il sistema Sprar con arrivi condivisi con Prefettura e Ministero, infatti, ad aprile, la giunta comunale si è candidata per altri 20 posti e ne sono stati autorizzati 17 che saranno donne e bambini. Sul come si tenterà di integrare questi ulteriori profughi, la strada è quella già avviata; attività per l’inserimento lavorativo, tirocini, corsi di formazione. Inoltre corsi di lingua italiana eseguiti dalla Camelot in biblioteca comunale e nell’aula magna del centro servizi volontariato. Riguardo infine ai rapporti con il territorio, il volontariato sta operando inserendoli nel pedobus, nonni vigili, Argenta città bambina, la Fiera e altre iniziative compresa la Giornata mondiale del rifugiato o la Settimana contro le discriminazioni.
Giorgio Carnaroli
L’occasione ha permesso all’assessore Pamini, di mettere i puntini sulle “i”, a riguardo del tema della ripartizione sui territori. «Ribadiamo la necessità che ogni amministrazione faccia la propria parte - ha affermato l’esponente della giunta Fiorentini con delega ai servizi sociali -, sia in termini di accoglienza che di integrazione, consapevoli delle difficoltà e nella prima e nella seconda».
Il “modus operandi” per arrivare ai 58 profughi, è stato esclusivamente attraverso il sistema Sprar con arrivi condivisi con Prefettura e Ministero, infatti, ad aprile, la giunta comunale si è candidata per altri 20 posti e ne sono stati autorizzati 17 che saranno donne e bambini. Sul come si tenterà di integrare questi ulteriori profughi, la strada è quella già avviata; attività per l’inserimento lavorativo, tirocini, corsi di formazione. Inoltre corsi di lingua italiana eseguiti dalla Camelot in biblioteca comunale e nell’aula magna del centro servizi volontariato. Riguardo infine ai rapporti con il territorio, il volontariato sta operando inserendoli nel pedobus, nonni vigili, Argenta città bambina, la Fiera e altre iniziative compresa la Giornata mondiale del rifugiato o la Settimana contro le discriminazioni.
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