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Anziani in fuga alla Coop per rifugiarsi dall’afa

Anziani in fuga alla Coop per rifugiarsi dall’afa

Sono i centri commerciali punti di ritrovo per rinfrescarsi nell’estate 2017 Insieme in questi giorni non combattono solo il caldo, ma anche la solitudine

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«Meno male che c’è l’ipermercato!» ha esclamato un anziano signore dopo avergli chiesto come affrontava il caldo di questi giorni e, dopo poco, rincalza: «L’hai scritto vero?». È infatti nei centri commerciali come Le Mura dove molti anziani trovano refrigerio dall’intensa luciferina ondata di caldo che, in questi giorni, attanaglia la nostra città.

All’interno del centro sono punti di ritrovo privilegiati il nuovo bar “The street”, dove anni fa c’era il McDonald’s, e la gelateria “Le Mura”. «Siamo stati un po’ costretti a venire in questo bar – ci dice uno– prima andavamo da Orsatti dove conoscevamo tutti, ma adesso c’è solo questo». Si possono però scorgere alcuni anziani anche fuori dalle zone ristoro che tranquilli siedono sulla panchina fissando un negozio, magari con una sporta di fianco, e, dopo aver fatto la spesa, prendono un po’ di respiro e di fresco prima di affrontare il tremendo caldo che li aspetta oltre le porte scorrevoli.

Sul perché proprio Le Mura qualcuno non ha dubbi. «Questo è più a misura d’uomo rispetto all’altro (Ipercoop, ndr.)» dice una nonna seduta con a fianco il passeggino in cui dorme la piccola nipote. «Vengo qui più che altro per la bambina».

Ma cosa ne pensano del caldo di questi giorni? «È una cosa tremenda per noi vecchi: siamo con un piede di qua ed uno di là. In piazza c’è un caldo da accidenti, qui invece sto al fresco» questa è la risposta di un simpatico signore che si gusta una coppetta di gelato seduto in un tavolino adiacente alla gelateria.

Hanno quasi tutti il condizionatore a casa chi quello fisso, chi quello mobile. Per loro la Galleria commerciale non è tanto una risposta al caldo, quanto alla solitudine che troverebbero a casa; c’è anche chi non rinuncia alla piazza di mattina per andare poi al centro “Le Mura” ogni pomeriggio. Come sempre poi una chiacchiera tira l’altra e dal caldo passano a parlare di vaccini e migranti, per poi aggiornarsi sulla loro ultima eco-cuore e quando va bene il referto è quasi sempre: «Alla sua età non ha niente, ma qualcosa c’è».

C’è un’altra cosa su cui tutti concordano: ci sono state altre estati calde come questa o addirittura più calde. C’è chi ricorda il termostato della macchina che segnava più di 40° nell’estate 2015 o quella caldissima del 2003, ma, inevitabilmente, la loro memoria corre ad anni molto passati: «Eh quando facevo l’autista, non avevo né l’aria condizionata, né il riscaldamento, ma non c’era tempo di lamentarsi: si lavorava e basta».

Ora invece sono là rilassati chi più allegro, chi meno, mentre aspettano i nuovi amici che si sono fatti al centro commerciale e nel vederlo non possiamo che pensare anche noi: «Meno male che c’è ».

Alberto Ravani

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