L’ingegnere legato all’Is Espulso perché pericoloso
Cacciato dall’Italia un anno fa: Hidri Sajmir, 34 anni, obbligato a vivere in Albania Tar decide su ricorso dei legali, dopo l’archiviazione della procura antiterrorismo
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E’ una delle 108 persone espulse dall’Italia, dal 2015, per ragioni di sicurezza, un anno fa, dal 10 agosto scorso è tornato a vivere, costretto a farlo, in Albania: Hidri Sajmir, 34 anni, ingegnere e imprenditore titolare della società Alba Costruzioni di Vigarano Mainarda, era stato espulso con un decreto del ministro Alfano, perché ritenuto un affiliato dell'Is, quantomeno sospettato di esserlo e dunque altamente pericoloso.
Il provvedimento di espulsione di Sajmir, venne adottato in via preventiva, per il pericolo della sua radicalizzazione religiosa. Hidri da tempo era controllato dalla Digos di Ferrara per comportamenti che aveva indotto gli inquirenti a nutrire forti sospetti per il suo fanatismo religioso: comportamenti che - scriveva la Digos nei propri atti - che tratteggiavano il suo profilo come possibile elemento di contatto con ambienti dell'integralismo islamico presenti in questa realtà ed in ambito nazionale ed internazionale». Hidri non a caso aveva un ruolo al vertice del Centro di cultura Islamica di via Traversagno, ritenuto «simpatizzante del costituito Islamic State» e venne trovato in possesso di materiali video «che riproducevano azioni di martirio e operazioni jihadiste». Tutti elementi raccolti a suo carico nell’inchiesta aperta dalla Dda, antiterrorismo di Bologna, che alla fine non si sono concretizzati con uno sviluppo processuale: per questo motivo è pendete la richiesta di archiviazione da parte della procura antiterrorismo di Bologna, nei suoi confronti per l’ipotesi d’accusa di «addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale». L’aspetto penale della vicenda, però si collega proprio all’espulsione: Hidri Sajmir era stato espulso - spiegavano gli inquirenti- perché non poteva essere arrestato, perché le indagini penali non avevano portato riscontri da sostenere in un processo e soprattutto per motivare una custodia in carcere vista la sua presunta pericolosità. Resta la richiesta d’archiviazione sulla quale il giudice non si è ancora pronunciato: questo atto attende il legale di Sajmir, Fabio Chiarini di Bologna, per poterla presentare nel ricorso al Tar, in opposizione all’espulsione: Tar che si pronuncerà - dopo la rinuncia alla sospensiva - sul merito nei prossimi mesi: intanto Sajmir resta e deve restare in Albania. (d.p.)
Il provvedimento di espulsione di Sajmir, venne adottato in via preventiva, per il pericolo della sua radicalizzazione religiosa. Hidri da tempo era controllato dalla Digos di Ferrara per comportamenti che aveva indotto gli inquirenti a nutrire forti sospetti per il suo fanatismo religioso: comportamenti che - scriveva la Digos nei propri atti - che tratteggiavano il suo profilo come possibile elemento di contatto con ambienti dell'integralismo islamico presenti in questa realtà ed in ambito nazionale ed internazionale». Hidri non a caso aveva un ruolo al vertice del Centro di cultura Islamica di via Traversagno, ritenuto «simpatizzante del costituito Islamic State» e venne trovato in possesso di materiali video «che riproducevano azioni di martirio e operazioni jihadiste». Tutti elementi raccolti a suo carico nell’inchiesta aperta dalla Dda, antiterrorismo di Bologna, che alla fine non si sono concretizzati con uno sviluppo processuale: per questo motivo è pendete la richiesta di archiviazione da parte della procura antiterrorismo di Bologna, nei suoi confronti per l’ipotesi d’accusa di «addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale». L’aspetto penale della vicenda, però si collega proprio all’espulsione: Hidri Sajmir era stato espulso - spiegavano gli inquirenti- perché non poteva essere arrestato, perché le indagini penali non avevano portato riscontri da sostenere in un processo e soprattutto per motivare una custodia in carcere vista la sua presunta pericolosità. Resta la richiesta d’archiviazione sulla quale il giudice non si è ancora pronunciato: questo atto attende il legale di Sajmir, Fabio Chiarini di Bologna, per poterla presentare nel ricorso al Tar, in opposizione all’espulsione: Tar che si pronuncerà - dopo la rinuncia alla sospensiva - sul merito nei prossimi mesi: intanto Sajmir resta e deve restare in Albania. (d.p.)
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