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Addio all’ex inceneritore Demolizione in primavera

Addio all’ex inceneritore Demolizione in primavera

L’impianto di via Conchetta sparirà senza botti: canile e gattile da salvaguardare I soldi da Regione e Comune. Analisi preliminari di campioni d’acqua e terreno

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Tra il Parco Urbano e l’abitato di Malborghetto fino al 2004 c’era un inceneritore in funzione. Hera, che poco tempo prima era subentrata ad Agea, lo utilizzò in attesa dell’inaugurazione del termovalorizzatore in via Diana. Ora dell’impianto di via Conchetta rimane una struttura inerte di cemento armato e metallo: nel giro di un anno o poco più anche quelle tracce se ne andranno, perché finalmente il Comune, con un sostanzioso apporto finanziario della Regione, ha predisposto le modalità di demolizione, cui seguirà un’analisi dei terreni in cerca di eventuali agenti inquinanti. «Contiamo di appaltare l’intervento entro il 2017 - dice il sindaco Tiziano Tagliani - per poi arrivare alla demolizione vera e propria partendo nella prossima primavera. Nel Parco Urbano, che stiamo tentando di valorizzare, un impianto di quel tipo era particolarmente incongruo. Sarebbe il terzo inceneritore demolito nel corso della legislatura, insieme a quello all’interno del petrolchimico, già smantellato, e al Cte1 di proprietà di Syndial da “salutare” nel corso del 2018».

In via Conchetta non è previsto uso di esplosivi o altri mezzi acusticamente invasivi. C’è da fare i conti con dei vicini molto particolari: gli ospiti di due canili e un gattile. «Agiremo in modo da non arrecare alle attività che confinano, faremo tutto il possibile», spiega l’assessore all’ambiente Caterina Ferri.

Con quali risorse? In tutto 642.500 euro, al 75% finanziati dalla Regione e per il resto dal Comune. «Questo intervento - commenta il consigliere regionale Paolo Calvano - viene programmato nell’ambito di un più ampio Piano di azione ambientale che vale due milioni: quindi il suo peso è di circa un quarto di quello totale, un riconoscimento alla costanza del Comune e alla qualità del progetto».

Hera in tutto questo non sborserà un euro. L’inceneritore di via Conchetta, costruito a inizio anni Ottanta su una superficie di proprietà comunale di cinque ettari, fu sfruttato per un anno e mezzo in semplice comodato d’uso, non essendo stato formalmente conferito nel pacchetto che le venne “in pancia” al momento dell’incorporazione di Agea, la vecchia municipalizzata dei rifiuti. Hera si limitò nel 2010 alla messa in sicurezza e a una bonifica del “fuori terra”, con lo smaltimento dell’amianto e dei rifiuti, “incapsulando” il tutto. Così come il colosso multiutility non partecipa alle spese (53.680 euro in capo al Comune) per la caratterizzazione dei suoli e delle acque di falda: saranno nove, riferisce il dirigente del Servizio ambiente comunale Fulvio Rossi, i sondaggi e i piezometri da usare per il prelievo dei campioni, da sottoporre in seguito alle analisi di laboratorio.

Fabio Terminali

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