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salta anche la regola della non contemporaneaità con i diamanti 

Anni di polemiche e veti: una mostra che cambia tutto

Anni di polemiche e veti: una mostra che cambia tutto

Lui aveva promesso di non esporre a Ferrara finché fossero rimasti in sella gli attuali amministratori. Loro avevano sbarrato per ben due volte la strada, in meno di dieci anni, a qualsiasi ipotesi...

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Lui aveva promesso di non esporre a Ferrara finché fossero rimasti in sella gli attuali amministratori. Loro avevano sbarrato per ben due volte la strada, in meno di dieci anni, a qualsiasi ipotesi di mostra della Cavallini-Sgarbi in spazi pubblici. Eppure i muri tra Vittorio Sgarbi da una parte e Massimo Maisto, in rappresentanza dell’intera amministrazione Comune-Provincia, ieri sono caduti, fragorosamente. Con un rumore che arriva chiaro e forte fino a Palazzo dei Diamanti, dove nello stesso periodo della esposizione bi-sgarbiana in Castello si presenta una delle sofisticate proposte di Ferrara Arte, “Arte e Psiche tra Previati e Boccioni”, anche in questo caso in deroga al caposaldo del «mai più sovrapposizioni tra Diamanti e Castello», dopo lo scontro Mirò-Garofalo del 2008. «Il Castello sta andando molto bene indipendentemente dalle mostre temporanee, mi auguro che ci possa essere un effetto trascinamento - auspica Maria Luisa Pacelli, direttrice di Ferrara Arte e dei Diamanti - Sulla mostra di Sgarbi non siamo stati coinvolti, è una scelta politica e non tecnica: il calendario di Ferrara Arte viene fatto con molti mesi d’anticipo, come noto». Non è nemmeno corretto sostenere che Sgarbi sfratterà Boldini in Castello, perché l’addio ai camerini di “Arte per l’arte” era previsto da tempo per fine dicembre, «riallestiremo una nuova mostra con le collezioni d’arte moderna al termine della Sgarbi-Cavallini, come avevamo deciso per dare visibilità a rotazione alle nostre opere» ha buon gioco Maisto. Il corollario, naturalmente, è che gli allestimenti ricavati dalle collezioni di Palazzo Massari sono fatti in casa e non pagano aggi, a differenza della collezione sgarbiana.

Dato per scontato il ruolo fondamentale di Elisabetta Sgarbi, sempre più donna di riferimento del mondo culturale italiano, cos’è cambiato rispetto al diniego del Castello sia nel 2010, da parte dell’allora presidente Marcella Zappaterra, che innescò una durissima polemica da parte di Sgarbi, e nel bis dell’anno scorso condito di botta e risposta tra il critico d’arte e lo stesso Maisto. «Diverse cose - prova ad articolare una risposta il vicesindaco e assessore alla Cultura - La proposta originale di Sgarbi era di trovare una sede permanente della sua collezione, e l’allora presidente rispose di no. Oggi si parla di un allestimento temporanea i cui costi accessori, dalle porte antintrusione agli allarmi, sono stati già sostenuti dal Castello per ospitare Boldini e De Pisis. Un anno fa non c’erano nemmeno dettagli, dissi che mancava una proposta concreta. Ci hanno lavorato sopra i tecnici, cioè Elisabetta Sgarbi, il capo di gabinetto Lenzerini e Ethel Guidi (Castello) e il risultato s’è visto».

Né Ferrara Arte né il Castello avranno voce in capitolo sulla delicata questione della scelta delle opere e delle attribuzioni, «l’autonomia scientifica e quindi la responsabilità della Fondazione Elisabetta Sgarbi è piena» precisa Maisto. (s.c.)

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