Fusione, la rotta è lanciata Fissate le prime “uscite”
Ad inizio settembre a Formignana e Tresigallo incontri con attività e associazioni Perelli: «Affidato lo studio di fattibilità, siamo pronti a condividere il progetto»
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FORMIGNANA. Procede il percorso verso la fusione tra i Comuni di Formignana e Tresigallo. Nuovi incontri svolti nei giorni scorsi e due appuntamenti pubblici fissati per inizio settembre.
La conferma della volontà di procedere viene dal sindaco di Formignana, Laura Perelli, concorde il collega Andrea Brancaleoni, anche con recenti adempimenti tecnici e accesso a finanziamenti regionali: «Abbiamo proceduto all’affidamento alla ditta Maggioli di Sant’Arcangelo di Romagna per lo studio di fattibilità della fusione. È una società di dimostrata esperienza per aver svolto numerosi incarichi analoghi per conto di altri Comuni. Il preventivo di spesa è di 14.640 euro, comprensivo di Iva. Ma proprio di recente c’è la conferma da parte della Regione per un contributo a nostro favore sul progetto di 8.400 euro, coprendo così una buona parte del costo dello studio di fattibilità. Che sarà finalizzato in particolare ad acquisire elementi di sostenibilità economica, sociale ed organizzativa del progetto di fusione, mediante l’analisi degli aspetti storici, culturali, sociali, economici e di funzionalità istituzionale e razionalizzazione dei servizi, fornendo informazioni sia alle amministrazioni che ai cittadini».
Che la fusione sia un evidente vantaggio, intanto economico, lo conferma la Perelli, perché da Stato e Regione «arriveranno un milione e 17mila euro l’anno al nuovo unico ente, per dieci anni. Quindi ben oltre 10 milioni di euro, importanti risorse da gestire per i servizi ai cittadini».
Voci circolate in questi giorni parlavano di una retromarcia di Tresigallo, ancora aperto all’idea della fusione a tre con Jolanda. «Ma questa è sempre stata la nostra idea - frenano gli amministratori tresigallesi -, ma ora non è percorribile. Prima chiudiamo l’operazione con Formignana, nel frattempo si stabilizzerà la situazione a Jolanda e ne potremo parlare. Ma ora no».
Tornando gli incontri, le prime date sono i prossimi 4 e 5 settembre, con i cosiddetti portatori d’interesse locali dei due attuali Comuni: attività produttive ed economiche in primo luogo, poi realtà sociali e di volontariato e parrocchie, per avere il polso preciso del territorio e la maggior condivisione possibile. Lo studio di fattibilità sarà consegnato entro il 30 novembre del 2017.
Successive scadenze il referendum tra i cittadini nell’autunno del 2018 «e se il responso sarà (come mi auguro) favorevole, con la scioglimento dei due consigli comunali attuali entro il dicembre 2018 e le elezioni l’anno dopo - conclude la Perelli -. Al di là degli aspetti tecnici e normativi, crediamo che fondersi ormai sia una scelta obbligata, i Comuni troppo piccoli non ce la fanno da soli. Il nuovo nome? È ancora presto, non è stato deciso, ma cercheremo di evitare scelte bizzarre».
Franco Corli
La conferma della volontà di procedere viene dal sindaco di Formignana, Laura Perelli, concorde il collega Andrea Brancaleoni, anche con recenti adempimenti tecnici e accesso a finanziamenti regionali: «Abbiamo proceduto all’affidamento alla ditta Maggioli di Sant’Arcangelo di Romagna per lo studio di fattibilità della fusione. È una società di dimostrata esperienza per aver svolto numerosi incarichi analoghi per conto di altri Comuni. Il preventivo di spesa è di 14.640 euro, comprensivo di Iva. Ma proprio di recente c’è la conferma da parte della Regione per un contributo a nostro favore sul progetto di 8.400 euro, coprendo così una buona parte del costo dello studio di fattibilità. Che sarà finalizzato in particolare ad acquisire elementi di sostenibilità economica, sociale ed organizzativa del progetto di fusione, mediante l’analisi degli aspetti storici, culturali, sociali, economici e di funzionalità istituzionale e razionalizzazione dei servizi, fornendo informazioni sia alle amministrazioni che ai cittadini».
Che la fusione sia un evidente vantaggio, intanto economico, lo conferma la Perelli, perché da Stato e Regione «arriveranno un milione e 17mila euro l’anno al nuovo unico ente, per dieci anni. Quindi ben oltre 10 milioni di euro, importanti risorse da gestire per i servizi ai cittadini».
Voci circolate in questi giorni parlavano di una retromarcia di Tresigallo, ancora aperto all’idea della fusione a tre con Jolanda. «Ma questa è sempre stata la nostra idea - frenano gli amministratori tresigallesi -, ma ora non è percorribile. Prima chiudiamo l’operazione con Formignana, nel frattempo si stabilizzerà la situazione a Jolanda e ne potremo parlare. Ma ora no».
Tornando gli incontri, le prime date sono i prossimi 4 e 5 settembre, con i cosiddetti portatori d’interesse locali dei due attuali Comuni: attività produttive ed economiche in primo luogo, poi realtà sociali e di volontariato e parrocchie, per avere il polso preciso del territorio e la maggior condivisione possibile. Lo studio di fattibilità sarà consegnato entro il 30 novembre del 2017.
Successive scadenze il referendum tra i cittadini nell’autunno del 2018 «e se il responso sarà (come mi auguro) favorevole, con la scioglimento dei due consigli comunali attuali entro il dicembre 2018 e le elezioni l’anno dopo - conclude la Perelli -. Al di là degli aspetti tecnici e normativi, crediamo che fondersi ormai sia una scelta obbligata, i Comuni troppo piccoli non ce la fanno da soli. Il nuovo nome? È ancora presto, non è stato deciso, ma cercheremo di evitare scelte bizzarre».
Franco Corli
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