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Incassi annuali, Pomposa da sola batte i principali musei della città

Incassi annuali, Pomposa da sola batte i principali musei della città

Il turismo in provincia fa segnare numeri di presenze in crescita. Una tendenza che viene confermata anche per ciò che riguarda il versante più specificatamente culturale dei viaggi nel Ferrarese. Il...

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Il turismo in provincia fa segnare numeri di presenze in crescita. Una tendenza che viene confermata anche per ciò che riguarda il versante più specificatamente culturale dei viaggi nel Ferrarese. Il sito www.truenumbers.it ha elaborato una serie di statistiche riferite alle strutture statali (la fonte è infatti il Mibact, il ministero dei Beni culturali) e qualche spunto interessante ne è uscito. L’anno preso in considerazione è il 2016, mentre i luoghi analizzati sono l’abbazia di Pomposa, il Museo Archeologico di Ferrara, la Pinacoteca Nazionale e Casa Romei. Insieme fanno un totale di 159mila biglietti staccati, eppure le differenze non mancano. Innanzitutto, il territorio batte il capoluogo. A guidare la fila delle presenze, infatti, è la splendida abbazia benedettina del VI-VII secolo, che si trova a Codigoro, con annesso Museo Pomposiano: l’anno scorso i ricavi sono stati complessivamente vicini ai 200mila euro (per l’esattezza 199.514,5), frutto di una ripartizione che vede i visitatori a pagamento (44.276) superare quelli entrati in forma gratuita (29.500). Decisamente staccati i musei cittadini, che nemmeno sommati arrivano a Pomposa. Soprattutto in termini di cassa: gli incassi lordi delle tre strutture si fermano a quota 87mila euro circa. In testa, con quasi 41mila euro, c’è la Pinacoteca ospitata a Palazzo Diamanti, davanti al Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Ludovico Il Moro (31.604) e a Casa Romei (poco più di 15mila euro). In questi tre musei, ancora presi complessivamente, sono più i visitatori che entrano gratis di quelli che pagano regolare biglietto: lo sbilancio è di quasi 10mila unità (47.315 contro 37.927). Ma anche qui qualche differenza esiste. Se in Pinacoteca in effetti i paganti superano i “gratuiti” di circa 8mila unità, a lasciare il segno è il rapporto inverso stimato nell’ex dimora signorile di via Savonarola (qui le presenze a costo zero sono quasi il triplo delle altre) e soprattutto nel museo di via XX Settembre (dove i paganti sono appena un quarto degli ingressi totali). Sotto questo profilo è possibile sicuramente crescere. (f.b.)

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