Fontane: acqua, ma solo per bere
Il regolamento della polizia municipale vieterebbe la possibilità di rinfrescarsi
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Riempire il biberon alla fontanella sì, sciacquare il ciuccio no: a Ferrara (formalmente) è vietato. Come raffrescarsi con l’acqua pubblica, cosa che più o meno tutti facciamo in questi giorni di afa opprimente, violando l’articolo 20 del nuovo regolamento di polizia urbana del Comune che riserva l’uso delle fontane al “modico uso alimentare”. Uso igienico e sanitario sono vietati, a colpi di multe da cento euro.
«È tremenda questa cosa» dice una jogger che abbiamo sentito (e informato del divieto) dopo che si era sciacquata il corpo e le spalle ad una fontanella vicino al sottomura. «Adesso con il caldo che c’è non mi posso neanche raffrescare?». Nessuno dei cittadini da noi fermati era a conoscenza di questa norma, si sciacquavano anzi, giulivi e inconsapevoli, mani e braccia sudate dopo aver affrontato una corsa dentro Lucifero, causa principale del caldo infernale che stiamo vivendo.
«Non sono d’accordo con quelle fontane che hanno l’acqua continuata, tipo a Roma; ma non vedo nulla di male nel rinfrescarsi un attimo in queste che hanno il rubinetto» afferma un addetto alle aree verdi avvicinatosi alla fontana per bere. «È giusto che ci siano» dice il proprietario di un cane peloso che si sta abbeverando con foga: «Anzi, andrebbero fatte più alte per i cani». Sono proprio gli amici a quattro zampe la grande incognita del regolamento: saranno inclusi o esclusi? Consentendo l’uso alimentare, non si specificano limitazioni ed è dunque lecito aspettarsi che anche gli animali possano bere.
Raccogliendo le opinioni dei passanti è un attimo passare dalla possibile contravvenzione all'aneddoto e dall’aneddoto alla leggenda. Testimoni oculari ci hanno segnalato di aver visto uomini lavare la macchina usando la sola acqua delle fontanelle, lasciando poi tutta l’area circostanze insaponata, grosso pericolo per i cani che cercano di abbeverarsi. In quel caso sono però tutti d’accordo: «È giusto che vengano puniti». Ha poi gli sfumati confini della leggenda la storia di un vecchietto avvistato più di una volta riempire intere taniche d’acqua nella fontana di XXV aprile.
Calmo e ponderato, infine, il commento di una ragazza fermata mentre camminava sulle mura: «Bisogna sciacquarsi anche per una situazione di benessere, capisco però che sia per evitare uno spreco. Il limite poi dipende dalle stesse persone». C’è caso e caso, ovviamente. E c’è stato, tre mesi fa, un primo cittadino multato per l’uso improprio dell’acqua di una fontana, ma lui stava riempiendo i serbatoi del camper...
Alberto Ravani
«È tremenda questa cosa» dice una jogger che abbiamo sentito (e informato del divieto) dopo che si era sciacquata il corpo e le spalle ad una fontanella vicino al sottomura. «Adesso con il caldo che c’è non mi posso neanche raffrescare?». Nessuno dei cittadini da noi fermati era a conoscenza di questa norma, si sciacquavano anzi, giulivi e inconsapevoli, mani e braccia sudate dopo aver affrontato una corsa dentro Lucifero, causa principale del caldo infernale che stiamo vivendo.
«Non sono d’accordo con quelle fontane che hanno l’acqua continuata, tipo a Roma; ma non vedo nulla di male nel rinfrescarsi un attimo in queste che hanno il rubinetto» afferma un addetto alle aree verdi avvicinatosi alla fontana per bere. «È giusto che ci siano» dice il proprietario di un cane peloso che si sta abbeverando con foga: «Anzi, andrebbero fatte più alte per i cani». Sono proprio gli amici a quattro zampe la grande incognita del regolamento: saranno inclusi o esclusi? Consentendo l’uso alimentare, non si specificano limitazioni ed è dunque lecito aspettarsi che anche gli animali possano bere.
Raccogliendo le opinioni dei passanti è un attimo passare dalla possibile contravvenzione all'aneddoto e dall’aneddoto alla leggenda. Testimoni oculari ci hanno segnalato di aver visto uomini lavare la macchina usando la sola acqua delle fontanelle, lasciando poi tutta l’area circostanze insaponata, grosso pericolo per i cani che cercano di abbeverarsi. In quel caso sono però tutti d’accordo: «È giusto che vengano puniti». Ha poi gli sfumati confini della leggenda la storia di un vecchietto avvistato più di una volta riempire intere taniche d’acqua nella fontana di XXV aprile.
Calmo e ponderato, infine, il commento di una ragazza fermata mentre camminava sulle mura: «Bisogna sciacquarsi anche per una situazione di benessere, capisco però che sia per evitare uno spreco. Il limite poi dipende dalle stesse persone». C’è caso e caso, ovviamente. E c’è stato, tre mesi fa, un primo cittadino multato per l’uso improprio dell’acqua di una fontana, ma lui stava riempiendo i serbatoi del camper...
Alberto Ravani
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