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Il caldo non ferma Garibaldi

Il caldo non ferma Garibaldi

Rievocazione storica da Comacchio a Lido Nazioni per l’Eroe dei due Mondi

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PORTO GARIBALDI. Le temperature estreme non hanno ostacolato ieri la rievocazione dello storico sbarco di Anita e Garibaldi del 3 agosto 1849. Dopo la deposizione di una corona sulla Torre dell’Orologio, dove è collocata la lapida che ricorda il passaggio a Comacchio dell'Eroe dei Due Mondi, il corteo composto dalle autorità civili e militari e dalle associazioni combattentistiche e d’arma, ha commemorato la figura di Nino Bonnet, definito dalla stesso Garibaldi, “mio angelo salvatore” al cimitero di Comacchio. A Porto Garibaldi è stata scoperta la targa dedicata proprio al comacchiese, che guidò la Trafila Garibaldina, permettendo a Garibaldi e ai suoi di sfuggire alla cattura. Dopo che Piero Cinti, presidente dell’associazione Amici del Capanno Garibaldi, ha scoperto la targa, posta su una parete della villa dove Bonnet trascorse gli ultimi anni di vita, lo storico Aniello Zamboni ha fatto luce su alcuni, importanti aspetti storici. «Riesce alquanto difficile - ha aggiunto Zamboni - rendersi conto, come l'Eroe dei due mondi, avrebbe potuto districarsi, in un labirinto di difficoltà frappostegli dai luoghi, se non avesse avuto la guida generosa, fidata e sicura del nostro concittadino Gioacchino Bonnet».

Al capanno Garibaldi del Lido delle Nazioni, custode di una delle pagine salienti di Risorgimento, dove Anita morente e Garibaldi trovarono ospitalità, si è conclusa la mattinata di celebrazioni. Il consigliere comunale Giovanni Bandini ha pronunciato il discorso, a nome del sindaco Fabbri. Ringraziando l’associazione Amici del Capanno Garibaldi anche per l’iniziativa pomeridiana condivisa con Alberto Lealini, per ripercorrere in bicicletta i luoghi della Trafila, Bandini ha rivolto un appello «in particolare alle giovani generazioni, a riappropriarsi della conoscenza della storia e delle proprie radici, perché è grazie alla conoscenza del proprio passato che si può guardare con fiducia al futuro». (k.r.)

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