demolizione ex inceneritore via conchetta
«Perché pagheranno i cittadini?»
Il Movimento 5 Stelle contro la decisione di Comune e Regione
2 MINUTI DI LETTURA
E’ rimasto in funzione fino al 2004, l’inceneritore di via Conchetta e ora, dopo oltre 10 anni, della struttura non rimarrà più traccia perchè entro l’anno prossimo verrà demolito a spese di Comune e Regione. Pagheranno gli enti publbici per conto di Hera, subentrata ad Agea che nel 2010 operò la messa in sicurezza e a una bonifica del “fuori terra”, con smaltimento di amianto e rifiuti. Ma è proprio sul costo della demolizione a carico del pubblico che il Movimento 5 Stelle Ferrara, attraverso Sergio Simeone pone una domanda semplice: «Perchè devono pagare i cittadini?». Nella nota del M5S si sottolinea e rammenta la posizione espressa dal sindaco Tagliani «che dice essere giusto paghino Regione e Comune (cioè noi) per demolire l’ex inceneritore e verificare la eventuale presenza di inquinanti nel terreno».
Il motivo? Perchè Hera acquisì il 42% di Agea nel 2003, e la incorporò definitivamente nel 2004 e l’inceneritore fu chiuso nel 2005, ricorda il M5S. «E siccome Agea - commentano nella nota - è stata per tanti anni municipalizzata e ha bruciato i rifiuti della città di Ferrara, tutti i costi di demolizione e bonifica spettano a noi». Da qui la domanda del M5S: «Se una società privata subentra nella proprietà di una azienda per fusione/scissione, non ne assume debiti e crediti? Come mai il “debito ambientale” di competenza Agea allora ricade sui cittadini? Era stato previsto un accordo in tal senso?». I Cinque Stelle ricordano ancora che «il sindaco dice che Hera ha “inertizzato” (letterale) l’inceneritore prima di consegnare le chiavi al Comune: l’impianto, ma non il sito, ovvero il terreno circostante. Che sarà analizzato (caratterizzato) con i nostri soldi».
E conclude la nota: «Nulla si dice dei costi eventuali di bonifica, in verità molto probabili. A qualcuno pare logico? In altre parole, Hera riconosce che l’ impianto acquisito (ancorché per breve tempo) è inquinante, tanto che lo “inertizza” prima di lasciarlo. Ma se il principio è chi inquina paga, come mai non si applica anche al terreno circostante l’ex inceneritore?».
Il motivo? Perchè Hera acquisì il 42% di Agea nel 2003, e la incorporò definitivamente nel 2004 e l’inceneritore fu chiuso nel 2005, ricorda il M5S. «E siccome Agea - commentano nella nota - è stata per tanti anni municipalizzata e ha bruciato i rifiuti della città di Ferrara, tutti i costi di demolizione e bonifica spettano a noi». Da qui la domanda del M5S: «Se una società privata subentra nella proprietà di una azienda per fusione/scissione, non ne assume debiti e crediti? Come mai il “debito ambientale” di competenza Agea allora ricade sui cittadini? Era stato previsto un accordo in tal senso?». I Cinque Stelle ricordano ancora che «il sindaco dice che Hera ha “inertizzato” (letterale) l’inceneritore prima di consegnare le chiavi al Comune: l’impianto, ma non il sito, ovvero il terreno circostante. Che sarà analizzato (caratterizzato) con i nostri soldi».
E conclude la nota: «Nulla si dice dei costi eventuali di bonifica, in verità molto probabili. A qualcuno pare logico? In altre parole, Hera riconosce che l’ impianto acquisito (ancorché per breve tempo) è inquinante, tanto che lo “inertizza” prima di lasciarlo. Ma se il principio è chi inquina paga, come mai non si applica anche al terreno circostante l’ex inceneritore?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
