Bagni ancora in ansia a causa di concessioni e direttiva Bolkestein
Preoccupati i gestori degli stabilimenti balneari dei Lidi Appello alla Regione perché non aumenti i canoni demaniali
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LIDO ESTENSI. Pausa estiva per il Parlamento, ma non per gli operatori balneari alle prese con l'alta stagione e con le preoccupazioni intorno all'iter della legge delega di riforma del settore, finalizzata a neutralizzare o comunque a lenire gli effetti della direttiva comunitaria Bolkestein.
«Ho avuto un confronto a Roma con l'ex ministro Costa pochi giorni prima delle sue dimissioni - interviene nella sua qualità di presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, Luca Callegarini, che è anche funzionario provinciale di Confesercenti -, e mi aveva assicurato che c'è da parte del Governo la volontà di chiudere a breve l'iter legislativo, garantendo agli attuali titolari delle concessioni demaniali una proroga congrua, di almeno 30 anni, dopo la scadenza dell'ultima proroga fissata al 2020».
Come paventano i bagnini, in assenza di una tutela normativa, la scure della direttiva Bolkestein potrebbe abbattersi sulle 30 mila imprese balneari italiane con la messa all'asta delle concessioni demaniali, al termine dell'ultima proroga al 2020.
Successivamente all'adozione della legge delega, ancora in discussione in Parlamento, si porrà un problema di revisione dei canoni demaniali, con il rischio di un aumento dei costi a carico delle singole imprese, perché «la Sicilia sostiene costi complessivi di 81 mila euro per i canoni - conclude Callegarini-, mentre nella nostra regione i Bagni spendono ciascuno dai 10 mila ai 20 mila euro annui per le concessioni demaniali».
Preoccupazione viene espressa anche da Gianfranco Vitali, presidente dell'Ascom di Comacchio, e presidente regionale di Faita Federcamping, il quale ribadisce che «la regione non deve aumentare i canoni, perché già le spese sostenute, partendo dalle tasse, sono molto elevate e si tende a lavorare tanto solo nel week-end». Gianni Nonnato, presidente del Consorzio Lido delle Nazioni, e titolare dello Chalet del Mare, ricorda infine che «non abbiamo il problema dei canoni, perché le spiagge dei lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni sono private, ma la solidarietà con i colleghi degli altri lidi per le incognite dipese dalla Bolkestein resta inalterata».
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Ho avuto un confronto a Roma con l'ex ministro Costa pochi giorni prima delle sue dimissioni - interviene nella sua qualità di presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, Luca Callegarini, che è anche funzionario provinciale di Confesercenti -, e mi aveva assicurato che c'è da parte del Governo la volontà di chiudere a breve l'iter legislativo, garantendo agli attuali titolari delle concessioni demaniali una proroga congrua, di almeno 30 anni, dopo la scadenza dell'ultima proroga fissata al 2020».
Come paventano i bagnini, in assenza di una tutela normativa, la scure della direttiva Bolkestein potrebbe abbattersi sulle 30 mila imprese balneari italiane con la messa all'asta delle concessioni demaniali, al termine dell'ultima proroga al 2020.
Successivamente all'adozione della legge delega, ancora in discussione in Parlamento, si porrà un problema di revisione dei canoni demaniali, con il rischio di un aumento dei costi a carico delle singole imprese, perché «la Sicilia sostiene costi complessivi di 81 mila euro per i canoni - conclude Callegarini-, mentre nella nostra regione i Bagni spendono ciascuno dai 10 mila ai 20 mila euro annui per le concessioni demaniali».
Preoccupazione viene espressa anche da Gianfranco Vitali, presidente dell'Ascom di Comacchio, e presidente regionale di Faita Federcamping, il quale ribadisce che «la regione non deve aumentare i canoni, perché già le spese sostenute, partendo dalle tasse, sono molto elevate e si tende a lavorare tanto solo nel week-end». Gianni Nonnato, presidente del Consorzio Lido delle Nazioni, e titolare dello Chalet del Mare, ricorda infine che «non abbiamo il problema dei canoni, perché le spiagge dei lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni sono private, ma la solidarietà con i colleghi degli altri lidi per le incognite dipese dalla Bolkestein resta inalterata».
Katia Romagnoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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