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«Era silenzioso ma tranquillo»

La scelta di impugnare la pistola Galeazzo Bartolucci, 77 anni, l’ha presa da solo, senza confidare a nessuno i suoi propositi e senza farli trapelare con una frase, una parola mal posta, un’emozione...

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La scelta di impugnare la pistola Galeazzo Bartolucci, 77 anni, l’ha presa da solo, senza confidare a nessuno i suoi propositi e senza farli trapelare con una frase, una parola mal posta, un’emozione espressa in modo troppo brusco o evidente. «Era un tipo chiuso - spiegava ieri mattina il vicequestore aggiunto e comandante della Squadra mobile, Andrea Crucianelli - non era un chiacchierone ma era una persona gentile, mite e stimata, Galeazzo». Un’indole che lo aveva spinto a tenere nascosti anche al fratello Pirro (ma forse si era solo trattato di una mancanza legata alla vicinanza temporale del fatto, ha osservato Crucianelli) alcuni dettagli delle procedure giudiziarie a carico del negozio di antiquariato e dell’abitazione di via Boccaleone, nella quale viveva la famiglia. Galeazzo non aveva mai dato segni di squilibrio, almeno fino al momento in cui ha compiuto il duplice omicidio e poi ha rivolto la pistola contro di sè. «Era un uomo in salute, non aveva malattie fisiche gravi e non soffriva di problemi psicologici», ha precisato il capo della Mobile. Negli ultimi giorni, anche di fronte al pignoramento, conferma l’avvocato di famiglia, Giuseppe Cavallari, si era mostrato tranquillo.

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