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«Galeazzo serio e competente Consigliava sulle opere d’arte»

«Galeazzo serio e competente Consigliava sulle opere d’arte»

Una persona colta, amabile, amante dell’arte, professionalmente preparata, disponibile a dare consigli.Così lo ricorda Nicola Ferrari, un artista di Saletta, frazione di Copparo, che ha conosciuto...

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Una persona colta, amabile, amante dell’arte, professionalmente preparata, disponibile a dare consigli.

Così lo ricorda Nicola Ferrari, un artista di Saletta, frazione di Copparo, che ha conosciuto Galeazzo Bartolucci almeno 15 anni fa, per motivi di lavoro. Nicola espone ogni primo fine settimana del mese nell’ambito del mercatino dell’antiquariato che si tiene in centro a Ferrara, e lì ha avuto modo di conoscere, agli esordi della propria carriera, Galeazzo Bartolucci, «l’antiquario punto di riferimento per tutti noi, sempre pronto a darti un consiglio, un’indicazione. Non si tirava mai indietro quando c’era da dare una mano, una bella persona, dal grande animo, mai una parola fuori posto».

Con il passare degli anni Nicola ha modo di conoscere in maniera più approfondita il Bartolucci, si reca nel suo negozio nell’omonima piazzetta privata Bartolucci, per fare compere e per chiedere consigli.

«Nel nostro mestiere funziona così, quando vuoi chiedere un approfondimento, una datazione di un’opera, ti rivolgi a chi è più competente, e in questo caso era lui, inoltre eravamo in buoni rapporti».

Nicola ha appreso tragedia familiare, rimanendone molto scosso e amareggiato.

«Non ce lo aspettavamo, ne parlavo anche con mio fratello prima, siamo molto amareggiati. Ci sono rimasto malissimo. Se la causa della tragedia era lo sfratto e la difficoltà economiche, c’è da dire che per noi commercianti non ci sono interventi pubblici, le banche non ti concedono prestiti, non c’è attenzione per i nostri problemi. Una situazione veramente difficile». Al mercatino dell’antiquariato in piazza Galeazzo Bartolucci si recava spesso insieme alla moglie Mariella, «guardavano gli oggetti, si consultavano. Lui poi era molto documentato, preparatissimo nella storia dell’arte ferrarese del Novecento, di cui sapeva dare ogni informazione, ma anche dell’arte in genere. Il suo negozio era una collezione d’arte, dalle ceramiche ai quadri. Per noi artisti era un punto di riferimento, e ora rimane solo tanta amarezza», conclude Nicola Ferrari.

Veronica Capucci

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