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Ferrara, Isabella morta per colpa del motoscafo

di Davide Bonesi
Ferrara, Isabella morta per colpa del motoscafo

Il pilota del tender racconta quanto accaduto sabato ad Albarella: andava troppo forte e l’onda d’urto l’ha fatta cadere in acqua 

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FERRARA. Cordoglio misto a rabbia il sentimento che pervade i protagonisti del tragico incidente avvenuto sabato pomeriggio all’Isola di Albarella, dove ha perso la vita la 68enne ferrarese Isabella Benetti. La donna è stata sbalzata dal tender su cui viaggiava dopo essere andata a vongole in compagnia di amici. In acqua, poi, è stata travolta dall’elica forse quella dello stesso mezzo su cui viaggiava o quella del motoscafo che quasi certamente ha provocato l’incidente. Ed è qui che scoppia la rabbia, perché il Tullio Abbate (motoscafo da corsa) guidato da un imprenditore del Polesine viaggiava a forte velocità in un punto dove il limite è di 5 nodi (meno di 10 km orari).

Ma le testimonianze raccolte dalla guardia costiera di Chioggia parlano di diversi passaggi di questo motoscafo proveniente dal canale di Porto Levante e sempre a velocità molto alte. Nel fatale passaggio, forse a causa di un’onda, l’imprenditore ha perso il controllo del mezzo che ha iniziato a girare su se stesso provocando l’onda che ha fatto cadere Isabella (e altre due delle quattro persone presenti sul tender), poi straziata da un’elica, probabilmente quella del motoscafo. In seguito, sempre secondo i numerosi testimoni presenti al momento dell’episodio (in quel punto ci sono pescatori e persone che camminano sul molo che divide la spiaggia dal canale), l’uomo sul motoscafo avrebbe ripreso il controllo del mezzo in direzione mare, ma è stato inseguito da un motoscafo condotto da un avvocato e dopo essersi fermato è tornato in porto.

Sul tender non c’era il bondenese Maurizio Pareschi, amico della vittima, in quel momento ad Albarella e sentito in seguito dal personale della guardia costiera. A guidarlo c’era Massimo Benatti di Scortichino, insieme alla moglie Carla Ghedini (feritasi ad una spalla cadendo all’interno del tender) ed una loro amica, oltre alla sfortunata Benetti, in questi giorni in vacanza all’Isola di Albarella con la sorella con cui vive a Santa Maria.

«Stavamo rientrando dopo essere stati a vongole - racconta lo stesso Benatti -, io ho la passione della pesca e vado spesso ad Albarella, ma le nostre signore preferiscono andare a vongole. Giravamo al limite delle bricole, fuori da dove c’è il traffico maggiore delle barche. Ho visto subito quel motoscafo che veniva a forte velocità in direzione opposta, alcuni testimoni dicono andasse a 50 nodi (92 km orari), di certo ha un motore potente e viaggiava ben oltre il limite consentito. Io ho pensato “Quello è matto”, poi a causa di un’onda il guidatore è stato sbalzato sul posto del passeggero: è stata questione di un attimo, ho messo in folle mentre il motoscafo ha cominciato a roteare e l’onda d’urto ha sbalzato Barbara (il nome con cui tutti conoscevano la vittima, ndr), poi travolta dall’elica, secondo me quella del motoscafo. In seguito siamo sbalzati fuori anche io e la nostra amica, mentre mia moglie è caduta dentro il tender (poi ricoverata all’ospedale di Porto Viro con una prognosi di oltre 20 giorni, ndr). Il motoscafo ha girato altre due volte ma si è allontanato da noi, poi chi lo pilotava lo ha raddrizzato ed è partito come niente, nonostante la gente dal vicino molo urlasse di fermarsi. Per fortuna c’era vicino un motoscafo guidato da un avvocato, che lo ha fermato».

Secondo alcune testimonianze, un altro avvocato a bordo di un natante vicino avrebbe anche filmato il momento in cui il motoscafo è ripartito dopo l’incidente e poi inseguito. Dalla guardia costiera per ora non vengono forniti dettagli, anche se a questo punto è certo che verrà aperto un fascicolo degli indagati per omicidio colposo.

Ancora nella giornata di ieri sono proseguite le ricerche del nucleo sommozzatori per recuperare alcune parti del corpo straziato della vittima. Il lavoro della guardia costiera sabato è proseguito fino alla notte, raccogliendo varie testimonianze per ricostruire la dinamica dell’episodio. A loro supporto anche i carabinieri della stazione di Rosolina. Il tender ed il motoscafo sono stati posti sotto sequestro e ieri passati con il luminol per trovare tracce di sangue e capire quale elica ha colpito la Benetti.

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