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Il sindaco di Ferrara non ci sta: «Nel Pd o io o la Zanardi»

di Annarita Bova
Il sindaco di Ferrara non ci sta: «Nel Pd o io o la Zanardi»

Il segretario Vitellio: faccia un passo indietro o lasci la tessera dal partito sul tavolo. E il primo cittadino non si scompone: rappresento la gente, la politica non c’entra

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CODIGORO. «Nel Pd di Ferrara non c’è posto per tutti. Nessuno nega i problemi ma raccontar balle non aiuta. O io o la Zanardi nel partito». Questo lo sfogo del sindaco di Ferrara, e presidente della Provincia, Tiziano Tagliani che prende una posizione forte sulla questione migranti e controlli e tassazione più alta per chi li ospita. E la sua dichiarazione arriva in casa Pd passando dalla porta principale facendo balzare dalla sedia anche chi avrebbe voluto godersi le ferie.

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«La Zanardi deve smetterla di prendere in giro di cittadini - tuona Tagliani - Lo sa perfettamente che le tasse non si possono aumentare. E se davvero non lo sa ancora peggio». E ancora, «ha offerto un assist perfetto alla destra, che infatti sta cavalcando l’onda, come anche sono state servite su un piatto d’argento argomentazioni a coloro che non vogliono fare accoglienza. È una sberla in pieno viso di chi ogni giorno affronta con enormi difficoltà un’emergenza che riguarda tutti. La sindaca continua ripetere numeri e citare leggi, ma non ha studiato a quanto pare perché non esiste alcuna normativa, ci sono solo indicazioni di massima. Lo ribadisco: o lei o io nel Pd».

E quindi? Quale la posizione del segretario provinciale Luigi Vitellio? La sua voce non nasconde un leggero imbarazzo, o forse la fatica di gestire una situazione non da poco a ridosso di ferragosto. «Avevo chiesto alla sindaca un passo indietro rispetto alla sua “provocazione”, ma purtroppo leggo dalle sue dichiarazioni che il Partito democratico l’avrebbe abbandonata - dice Vitellio - La realtà è ben diversa, è la Zanardi che di fatto ha abbandonato il Pd. L’ha abbandonato assumendo posizioni che nulla hanno a che fare con la comunità e i valori del partito. Un partito non è un taxi su cui si sale in campagna elettorale per poi scendere una volta arrivati alla meta. È una comunità di persone accomunate da valori e principi. Stare in un partito significa fare gioco di squadra, sostenere quel che si sta facendo, ovvero sollecitare una accoglienza diffusa su tutto il territorio per rendere più gestibile un fenomeno complesso e difficile, come fanno quei sindaci che non si lamentano ma si danno da fare, e ce ne sono tanti».

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Il sindaco di Codigoro Zanardi o il sindaco di Ferrara Tagliani? «Un dirigente del Pd non usa provocazioni per trattare temi complessi. Un dirigente del Pd non urla Barabba. Un dirigente del Pd non abbandona i valori che ci appartengono, mai. Nessuna mediazione. Spero in un rapido ravvedimento o la tessera sulla mia scrivania». Nessun dubbio, dunque.

«Non mi muovo dalla mia posizione - ha ribadito la sindaca Zanardi - Io lo faccio per i cittadini, non per le tessere di partito. La politica non c’entra».

Dura anche la posizione dell’norevole del Pd Alessandro Bratti: «La sindaca di Codigoro oltre che a dichiarare azioni non realizzabili se davvero come sostiene avesse voluto dare una risposta ai propri cittadini lo avrebbe potuto fare senza rilasciare interviste su interviste. Giusta l'idea di fare controlli. Questi si fanno in maniera efficace fuori dai riflettori. Invece mi sembra che pur di stare sui media per un paio di giorni tutto sia lecito. La cosa triste è che questi amministratori (e quindi con delle responsabilità pubbliche) pubblicizzano i loro territori non per le cose positive ma per le vicende di cronaca nera e per le polemiche sui migranti. Veramente complimenti sicuramente state facendo gli interessi dei vostri cittadini».
 

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