La Sacca sta soffocando «Scavate subito il canale»
di Annarita Bova
In sofferenza la zona Traghetto. Parte delle vongole già morte, si teme il peggio «Le cooperative sono in difficoltà, hanno investito e rischiano di perdere tutto»
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GORO. Ci risiamo. Arriva il caldo e la Sacca di Goro Muore. L’acqua diventa quasi bianca, l’ossigeno scarseggia e gli allevatori gridano aiuto perché le vongole stanno morendo.
Questa mattina la riunione al Copego (Consorzio pescatori di Goro) per capire se si può scavare immediatamente un’apertura nella zona Traghetto, così da far entrare l’acqua.
Particolarmente in sofferenza, dunque, la zona est. «Sono mesi che ho chiesto al servizio regionale difesa e ambiente del territorio regionale quale sia lo stato dei lavori che erano stati annunciati a settembre 2016 su un importante manufatto della zona - dice il consigliere provinciale Gino Soncini - Purtroppo non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Anche in questo periodo vi sono coop ve in difficoltà per aver investito in quella zona con grossi quantitativi di semina».
Il gran caldo di questi giorni ha accelerato l’anossia ma evidentemente i lavori programmati non hanno ancora sortito tutti i loro effetti benefici pur avendo migliorato, e questo va detto, la circolazione dell’acqua nella Sacca.
«La nostra economia - va avanti Soncini - non si può permettere altre situazioni di crisi Ai pescatori va tutto il nostro sostegno Invitiamo tutti gli enti interessati, Comune, Provincia e Regione ad istituire un tavolo permanente così da monitorare costantemente i lavori e aggiornarli in base alle esigenze che si presentano».
In particolare, secondo i pescatori, andrebbe valutato il taglio attuale sullo Scanno per capire a questo punto se la posizione individuata è quella più indicata. «Una valutazione - conclude Soncini - che andrebbe fatta con le cooperative o tecnici preposti».
«Gli anni che abbiamo alle spalle non sono stati facili e la strada è in salita - ha detto il presidente del Copego (Consorzio pescatori di Goro) Genari -. Portiamo ancora gli strascichi della morìa del 2015, a questo dobbiamo sommare la scarsità di nascita del seme che per noi è di vitale importanza». E nel 2016 si è rischiato moltissimo, quando a fine giugno la Sacca era ormai piena di alghe ed è stato necessario l’intervento urgente della Regione con appunto il taglio dello Scanno. I pescatori si erano anche autotassati pur di riaprire il passaggio dell’acqua.
«Domani (oggi, ndr) ci sarà una riunione tra tutti i pescatori - spiega Fausto Gianella - e vedremo che azioni portare avanti. L’urgenza a questo punto è massima, il prodotto sta per morire e il colore della Sacca parla da solo. Non solo, stanno per arrivare i giorni del “morto d’acqua” quando cioè le maree sono assenti e la situazione diventa sempre molto critica».
Questa mattina la riunione al Copego (Consorzio pescatori di Goro) per capire se si può scavare immediatamente un’apertura nella zona Traghetto, così da far entrare l’acqua.
Particolarmente in sofferenza, dunque, la zona est. «Sono mesi che ho chiesto al servizio regionale difesa e ambiente del territorio regionale quale sia lo stato dei lavori che erano stati annunciati a settembre 2016 su un importante manufatto della zona - dice il consigliere provinciale Gino Soncini - Purtroppo non ho ancora ricevuto nessuna risposta. Anche in questo periodo vi sono coop ve in difficoltà per aver investito in quella zona con grossi quantitativi di semina».
Il gran caldo di questi giorni ha accelerato l’anossia ma evidentemente i lavori programmati non hanno ancora sortito tutti i loro effetti benefici pur avendo migliorato, e questo va detto, la circolazione dell’acqua nella Sacca.
«La nostra economia - va avanti Soncini - non si può permettere altre situazioni di crisi Ai pescatori va tutto il nostro sostegno Invitiamo tutti gli enti interessati, Comune, Provincia e Regione ad istituire un tavolo permanente così da monitorare costantemente i lavori e aggiornarli in base alle esigenze che si presentano».
In particolare, secondo i pescatori, andrebbe valutato il taglio attuale sullo Scanno per capire a questo punto se la posizione individuata è quella più indicata. «Una valutazione - conclude Soncini - che andrebbe fatta con le cooperative o tecnici preposti».
«Gli anni che abbiamo alle spalle non sono stati facili e la strada è in salita - ha detto il presidente del Copego (Consorzio pescatori di Goro) Genari -. Portiamo ancora gli strascichi della morìa del 2015, a questo dobbiamo sommare la scarsità di nascita del seme che per noi è di vitale importanza». E nel 2016 si è rischiato moltissimo, quando a fine giugno la Sacca era ormai piena di alghe ed è stato necessario l’intervento urgente della Regione con appunto il taglio dello Scanno. I pescatori si erano anche autotassati pur di riaprire il passaggio dell’acqua.
«Domani (oggi, ndr) ci sarà una riunione tra tutti i pescatori - spiega Fausto Gianella - e vedremo che azioni portare avanti. L’urgenza a questo punto è massima, il prodotto sta per morire e il colore della Sacca parla da solo. Non solo, stanno per arrivare i giorni del “morto d’acqua” quando cioè le maree sono assenti e la situazione diventa sempre molto critica».
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