La Nuova Ferrara

Ferrara

Siccità e affari scarsi tra gli agricoltori c’è molto malumore

Siccità e affari scarsi tra gli agricoltori c’è molto malumore

La Coldiretti lamenta i problemi dopo una estate infuocata Gli unici prodotti tipici che reggono sono le verdure

3 MINUTI DI LETTURA





Siccità, prodotti svenduti, poca la frutta venduta nonostante il caldo. Serpeggia il malumore tra i produttori agricoli che ieri, come ogni prima e trema domenica del mese, hanno dato vita al tradizionale mercatino dei prodotti tipici ferraresi, tutti rigorosamente all’insegna della filiera corta, o cortissima. I produttori agricoli aderenti a Coldiretti hanno sostanzialmente lamentato i problemi citati, e, seppure fossero pochi gli espositori, i problemi segnalati avevano tutti un minimo comune denominatore: i prezzi bassissimi dei prodotti, le alte temperature che creano problemi alle piante, frutta raccolta perché manca il guadagno. Tra i primi a spiegarci le problematiche dei produttori, Roberto Gennari, proprietario di un’azienda agricola di Gambulaga.

«La siccità sta creando tanti problemi, ma anche le alte temperature, perché bloccano la pianta, che per così dire, si rifiuta di crescere. Poi la vendita è bassa, e quest’anno i prezzi non sono remunerativi né per le pesche, né per le albicocche, né per le angurie e i meloni. Non ci sono prezzi remunerativi, e si crea così il fenomeno di regalare la frutta, a volte si arriva a non raccoglierla più. Io vendo direttamente nella mia azienda per il 90%, ma quest’anno faccio anche 5 mercati settimanali per avere un guadagno, quando l’anno scorso me ne bastavano 3».

Diverso il discorso per le verdure, anche se «si vendono maggiormente quelle che non devono essere cotte, come i pomodori, per ovvi motivi legati alle temperature di questi giorni», continua il titolare. La stessa azienda produce anche vino, però su questo Roberto Gennari non si sbilancia, spiegando che «è presto per valutare la qualità, anche se la produzione c’è e siamo in anticipo con la produzione di uva».

Tra le bancarelle c’è quella dell’azienda agricola di Michel Pola, di Bondeno. Qui spiegano che il problema è la mancanza di clienti.

«La frutta sarebbe comperata, se ci fosse gente - dicono - , ma in qualche caso la frutta va a male, anche se i prezzi non li abbiamo aumentati, neanche per la siccità».

.Neanche l’azienda agricola di Mauro Maestri, di Jolanda di Savoia ha aumentato i prezzi, anche se la siccità ha creato qualche problema nella produzione, in particolare di meloni coltivati in serre per averne a disposizioni in diversi periodi, ma come spiega Maria, la moglie del titolare, «il caldo ha fatto sì che i meloni crescessero contemporaneamente».

A parlare di prezzi di vendita del prodotto troppo bassi per il produttore è anche il titolare di un’azienda agricola di Ro, che preferisce non rilasciare il nome, che spiega che « i prezzi così sono troppo bassi, e non compensano la produzione. Le catene invece acquistano merce a basso prezzo e la rivendono a prezzi inferiori a i nostri, mentre noi produttori abbiamo costi di produzione molto maggiore, legati anche alla manodopera. I prodotti che ho in più li vendo al mercato, ma è tempo perso perché il guadagno è poco o niente; veniamo qui a Ferrara per vendere i prodotti, ma non è il nostro lavoro, noi siamo agricoltori».

Anche il titolare dell’azienda agricola Evelino Viaro di Cona, dà la sua lettura della situazione. «I clienti calano perché sono in ferie, così la vendita si è dimezzata. In più, i prezzi della frutta hanno iniziato male con le albicocche e le mele e si sta replicando con le pesche, con prezzi bassissimi, considerando che a noi serve la manodopera per raccogliere la frutta, personale per vendere, e questi per noi sono costi elevatissimi. Vendiamo i prodotti, ma per una nicchia di persone. Servirebbero maggiori controlli su chi vende prodotti esteri. Un altro punto che voglio evidenziare è che da noi il transgenico è vietato, ma agli animali è da 30 anni che si dà il mangime transgenico».

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google