Gavello, cartelli osè per promuovere i propri prodotti
Bondeno, un'azienda agricola ha ideato una campagna pubblicitaria particolare per i propri meloni
GAVELLO. La fantasia è l’anima del commercio. Chi riesce a capire il concetto, anticipando le tendenze, è avvantaggiato sulla concorrenza. Si tratta di un’antica regola. A volte, però, questa fantasia nell’organizzare il proprio piano di vendite si può tradurre in qualcosa di stravagante. Come si sarà accorto qualcuno transitato vicino a Gavello. In una delle tantissime aziende agricole del territorio, infatti, compare periodicamente una rassegna di cartelli che puntano a promuovere i prodotti agricoli (orticoli e frutta) venduti a km zero. Ebbene, tra i cartelli che fanno la réclame ai vari frutti in vendita, come pesche, pomodori, angurie, è sbucato anche un cartello “osé”, raffigurante una prosperosa ragazza che, metaforicamente, rappresenta l’offerta della settimana: due meloni maturi. Non è indicato il prezzo. Pare, invece che la goliardica trovata si rinnovi periodicamente, per esempio con l’inizio della stagione delle pere: cambia il frutto, ma il senso metaforico del manifesto rimane sostanzialmente lo stesso, anche se il turn-over riguarda forse la modella esposta.
La cartellonistica che promuove la vendita a km zero al pubblico da parte degli agricoltori del territorio, è apparsa per la prima volta nel 2014, con il lancio da parte del Comune del progetto “Terre di Bondeno”, già premiato al salone dell’innovazione nella pubblica amministrazione di Riccione. Il senso della cartellonistica dei produttori agricoli e della geolocalizzazione mediante sito istituzionale del Comune era quello di offrire forme di vendita diretta, che consentano ai coltivatori di avere un indotto maggiore in una fase di crisi, ed al consumatore di avere prodotti sempre freschi, biologici, praticamente sotto casa. Il progetto pare funzionare, ed aguzza anche l’ingegno di chi ne è coinvolto. L’uso delle metafore in agricoltura non è nuovo: durante una fiera dedicata alle pere, apparve una t-shirt allusiva che indicava due frutti messi in posizione strategica nella parte anteriore dell’indumento. Completava il tutto un gioco di parole: “Fira, ac peri” che, per chi conosce il dialetto locale, diceva tutto.
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