«Ho sbagliato sulla tassazione» Zanardi ritratta, “perdono” Pd
La sindaca codigorese: controlli solo per strutture non adeguate. Era già pronto il ritiro della tessera I segretari Calvano e Vitellio: bene la correzione ma sui principi stiamo con Tagliani. Che ieri ha taciuto
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CODIGORO. In mezz’ora è cambiato il clima attorno ad Alice Zanardi e al Comune di Codigoro, ieri mattina assediato da giornalisti e tv che volevano riprendere in diretta il dramma del Pd lacerato sulla questione migranti. «L’unica cosa, ho sbagliato a parlare di tassazione, era una provocazione» è la frase dettata a tutti i microfoni dalla sindaca, che non spiega in cosa consisteva l’errore (non si può tecnicamente fare, l’ipotizzata stangata fiscale su chi accoglie, oppure è proprio sbagliato il principio come sostiene l’ortodossia Pd?) ma è stata ritenuta sufficiente dai vertici del partito per congelare la minaccia di ritiro della tessera. In seguito, nella lunga mattinata mediatica, la sindaca ha sostanzialmente tolto dal tavolo la questione-tassazione, spiegando inoltre che i controlli sui chi ospita servono ad evitare che «i migranti non finiscano in strutture non adeguate, che abbiano sfratti esecutivi in corso o in case famiglia». Poco dopo è arrivato il “perdono” da parte del segretario regionale, Paolo Calvano: «La sindaca di Codigoro ha annunciato stamane che non ci sarà nessuna tassazione differenziata e che sono di sua competenza. La ritengo una correzione di linea utile che ci consentirà insieme a tutti gli altri sindaci, in prima linea sul tema dei migranti, di andare alla ricerca di soluzioni proponibili e praticabili e non estemporanee e in linea con quanto di buono sta facendo il ministro Minniti. Mi metto al fianco di quegli amministratori e del nostro ministro». Anche il segretario provinciale, Luigi Vitellio, che l’altro giorno aveva detto «rapido ravvedimento o tessera sulla mia scrivania», si fa bastare queste parole: «Bene che la sindaca si sia tirata indietro come le avevo chiesto, ribadisco che i controlli si devono fare su tutti, non solo su chi ospita migranti. Ulteriori chiarimenti questa sera (ieri, ndr) nel Direttivo comunale? Non mi sembrano necessari».
Il tutto è successo quando sembrava già in movimento la macchina della “sospensione” di Zanardi dal Pd, dopo i colloqui riservati delle ore precedenti nei quali la sindaca non sembrava disponibile ai passi richiesti dai vertici del partito. La procedura era questa: Vitellio ritira la tessera, lei fa ricorso e a decidere è la commissione di garanzia regionale o addirittura nazionale. Del resto il partito non avrebbe retto la reazione dei sindaci impegnati sul fronte migranti, per posizioni considerate più estreme di quelle di Fabio Bergamini, sindaco leghista di Bondeno. Dall’altra parte c’era il fresco post di Luigi Marattin, consulente economico di Palazzo Chigi, che aveva espresso contrarietà all’espulsione, pur sottolineando che l’approccio codigorese al problema era sbagliato.
Difficile però che questa vicenda si chiuda senza strascichi all’interno del Pd e nei rapporti tra i sindaci. Zanardi, dopo aver rivendicato con orgoglio i suoi trascorsi da fondatrice del Pd di Codigoro, «tra le città che accoglie e fa corsi di lingua per migranti anche dai comuni vicini», donna di sinistra e intrisa di cultura solidaristica, ha anche risposto a quel «o me o la Zanardi nel Pd» affidato a Twitter da Tiziano Tagliani. «Credo che non si possa buttare fuori un sindaco attraverso un tweet, un sindaco che è stato eletto dalla propria gente» ha detto Zanardi. Sia Vitellio che Calvano, però, hanno ribadito di stare con il sindaco di Ferrara sulle questioni di fondo. «Tagliani giustamente ha detto che i valori non sono un optional. Condivido totalmente quell’appello - c’è scritto nella seconda parte della nota “perdonistica” del segretario regionale - non si può far politica senza valori. Confido che la conferenza programmatica del Pd ci consenta di parlare certamente di cose da fare, ma dentro però un sistema di valori che sia solido e condiviso». Quanto al segretario provinciale, «i problemi che Zanardi e altri nostri amministratori pongono sono reali, cerchiamo insieme nuove e ulteriori soluzioni in un quadro condiviso di principi e valori come detto da Tiziano Tagliani. Per quanto di mia competenza darò una mano».
Tagliani, che è anche presidente della Provincia e nelle ore drammatiche dell’emergenza di Gorino aveva fatto da tassista per le giovani profughe respinte dalla cittadina sulla Sacca, ieri non ha fatto sapere come la pensava. L’esito del tentativo dei vertici del partito di tenere assieme i due approcci, di Zanardi e di Tagliani, esprimendo una preferenza per quest’ultimo ma senza spingere verso un chiarimento nel merito (premiare o punire chi ospita?), dipenderà a questo punto dalla sua reazione.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il tutto è successo quando sembrava già in movimento la macchina della “sospensione” di Zanardi dal Pd, dopo i colloqui riservati delle ore precedenti nei quali la sindaca non sembrava disponibile ai passi richiesti dai vertici del partito. La procedura era questa: Vitellio ritira la tessera, lei fa ricorso e a decidere è la commissione di garanzia regionale o addirittura nazionale. Del resto il partito non avrebbe retto la reazione dei sindaci impegnati sul fronte migranti, per posizioni considerate più estreme di quelle di Fabio Bergamini, sindaco leghista di Bondeno. Dall’altra parte c’era il fresco post di Luigi Marattin, consulente economico di Palazzo Chigi, che aveva espresso contrarietà all’espulsione, pur sottolineando che l’approccio codigorese al problema era sbagliato.
Difficile però che questa vicenda si chiuda senza strascichi all’interno del Pd e nei rapporti tra i sindaci. Zanardi, dopo aver rivendicato con orgoglio i suoi trascorsi da fondatrice del Pd di Codigoro, «tra le città che accoglie e fa corsi di lingua per migranti anche dai comuni vicini», donna di sinistra e intrisa di cultura solidaristica, ha anche risposto a quel «o me o la Zanardi nel Pd» affidato a Twitter da Tiziano Tagliani. «Credo che non si possa buttare fuori un sindaco attraverso un tweet, un sindaco che è stato eletto dalla propria gente» ha detto Zanardi. Sia Vitellio che Calvano, però, hanno ribadito di stare con il sindaco di Ferrara sulle questioni di fondo. «Tagliani giustamente ha detto che i valori non sono un optional. Condivido totalmente quell’appello - c’è scritto nella seconda parte della nota “perdonistica” del segretario regionale - non si può far politica senza valori. Confido che la conferenza programmatica del Pd ci consenta di parlare certamente di cose da fare, ma dentro però un sistema di valori che sia solido e condiviso». Quanto al segretario provinciale, «i problemi che Zanardi e altri nostri amministratori pongono sono reali, cerchiamo insieme nuove e ulteriori soluzioni in un quadro condiviso di principi e valori come detto da Tiziano Tagliani. Per quanto di mia competenza darò una mano».
Tagliani, che è anche presidente della Provincia e nelle ore drammatiche dell’emergenza di Gorino aveva fatto da tassista per le giovani profughe respinte dalla cittadina sulla Sacca, ieri non ha fatto sapere come la pensava. L’esito del tentativo dei vertici del partito di tenere assieme i due approcci, di Zanardi e di Tagliani, esprimendo una preferenza per quest’ultimo ma senza spingere verso un chiarimento nel merito (premiare o punire chi ospita?), dipenderà a questo punto dalla sua reazione.
Stefano Ciervo
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