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Ci sono più imprese ma il tasso di crescita ancora non decolla

Ci sono più imprese ma il tasso di crescita ancora non decolla

I dati dell’Osservatorio della Camera di Commercio Il presidente Govoni: a settembre fondi per le attività 

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Saldo positivo nel secondo trimestre dell’anno, ma la crescita rallenta il passo. Rispetto allo stesso periodo del 2016, tra aprile e giugno di quest’anno, gli indicatori sulla vitalità del sistema imprenditoriale ferrarese segnalano un lieve aumento delle iscrizioni ed una crescita, seppur contenuta, anche delle cessazioni. Al bilancio anagrafico del trimestre si aggiunge poi una significativa frenata nell’apertura di fallimenti, consegnando un quadro complessivo moderatamente incoraggiante sullo stato di salute del sistema imprenditoriale provinciale.

I numeri. In termini numerici, il trimestre primaverile ha visto nascere 491 nuove attività e certificato la chiusura di 362 attività già esistenti, con il risultato di un saldo positivo pari a 129 imprese in più rispetto alla fine dello scorso trimestre. In termini relativi, lo stock delle imprese si è pertanto accresciuto dello 0,36%, portando il totale delle registrate a Ferrara, al 30 giugno di quest’anno, al valore di 35.647 unità.

Fondi alle imprese. «A settembre – ha spiegato il presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni – renderemo operativi fondi per le imprese che nascono, producono e innovano. L’imprenditorialità, di qualunque tipo e ad ogni livello, rappresenta il più potente propulsore della crescita economica. Senza imprenditori non c’è crescita. Senza crescita non c’è occupazione e senza lavoro non c’è futuro. Ma l’imprenditorialità - ha proseguito Govoni - non dipende solo da un atteggiamento mentale propositivo e aperto ma anche da un forte impegno delle istituzioni nella sfida educativa e nella creazione di un ecosistema adatto alla nascita, alla crescita e allo sviluppo di nuove imprese».

Fallimenti in calo. Sul fronte delle crisi d’impresa, il trimestre da poco concluso offre segnali incoraggianti. Le aperture di nuove procedure fallimentari sono infatti diminuite al valore di 12, ovvero 8 in meno rispetto allo stesso trimestre del 2016, mentre quelle di concordati preventivi sono rimaste invariate. È questo il quadro di sintesi sulla nati-mortalità delle imprese ferraresi nel secondo trimestre dell’anno, fotografata attraverso i dati dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara di fonte Infocamere.

Poca vitalità. Sebbene positivo, il bilancio anagrafico del secondo trimestre dell’anno segna un ulteriore rallentamento della vitalità imprenditoriale. Dopo la lunga contrazione dei valori del saldo che aveva contrassegnato i secondi trimestri del periodo 2011-2013, dal 2014 il sistema imprenditoriale aveva invertito la rotta riprendendo una dinamica di saldi crescenti, con un picco nel 2015, che però – come certifica il dato dell’ultimo trimestre – si è rapidamente consolidata intorno al valore medio di un impresa in più al giorno.

Gli anni della crisi. Il fenomeno si apprezza compiutamente analizzando l’andamento di aperture e chiusure negli anni successivi all’esplosione della crisi. Se la ‘svolta’ del 2013 aveva coinciso con l’interruzione della forte emorragia di imprese del quinquennio precedente (tendenza più che confermata negli anni seguenti), dal lato delle aperture di imprese, il trend altalenante con tendenza più accentuata verso la contrazione, che ha lasciato al secondo trimestre 2016 la palma del risultato trimestrale di aperture (480) meno brillante dal 2004, registra quest’anno un leggero incremento, neutralizzato dalla crescita anche delle cessazioni.

Tipologie di imprese. In termini assoluti sono state soprattutto le imprese individuali e le società di capitale a contribuire in misura prevalente alla formazione del saldo positivo del trimestre con un trend più dinamico per le società di capitale, cui si deve un contributo alle iscrizioni superiore al loro peso sul totale delle imprese registrate e hanno determinato solo il 6,6% delle cessazioni del periodo, confermandosi la forma giuridica più solida e “resistente” alle mutevoli condizioni di mercato.

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