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Consiglio, niente bilancio La Lega esce per protesta

Consiglio, niente bilancio La Lega esce per protesta

Portomaggiore, il Carroccio chiede dimissioni del sindaco e incontro al Prefetto Tavassi del gruppo Misto: «Gli organi preposti facciano chiarezza sul maxi buco»

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PORTOMAGGIORE. Ad oltre tre mesi e mezzo di distanza lunedì sera si è svolto il consiglio comunale di Portomaggiore. L’ultimo infatti era stato convocato il 18 aprile. Prima delle comunicazioni del sindaco Nicola Minarelli, il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Lombardi ha chiesto la parola per leggere un documento e di seguito con il suo gruppo, ovvero i consiglieri Mauro Robustini e Ilario Bianchi, ha lasciato l'aula. Poco dopo anche Roberto Badolato del gruppo per Portomaggiore ha abbandonato il consiglio ma in questo caso per motivi di salute. Nelle comunicazioni il primo cittadino ha compiuto un excursus a partire dal 2011 come si è venuto a creare il buco di bilancio che ammonta a 3,7 milioni di euro. Ha spiegato che il nuovo dirigente del settore Finanze Cristina Zandonini (rimarrà in carica fino a fine ottobre) sta continuando con il lavoro di verifica perché «per il Comune di Portomaggiore, deve essere l’anno zero, dove si cancella tutto il pregresso».

Il capogruppo Giovanni Tavassi del gruppo Misto è intervenuto dicendo di aver ricevuto la lettera inviata dal Prefetto nella quale è stato deciso di concedere un’ulteriore proroga al Comune di cinquanta giorni per poter predisporre il piano di rientro del disavanzo. Il gruppo Misto e Per Portomaggiore hanno fatto le proprie considerazioni al Prefetto e alla Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna. Un consigliere comunale non è un tecnico -ha proseguito il sindaco - non può sapere dei residui attivi e passivi che hanno generato il disavanzo di bilancio, anche lo stesso assessore al bilancio, molte volte non tecnico può non arrivare a capire i residui attivi e passivi».

«Il sindaco Minarelli e gli altri primi cittadini che lo hanno preceduto non potevano non sapere di questa situazione. Noi crediamo - prosegue Tavassi - che siano gli organi preposti a dover fare chiarezza e dire la colpa di chi è o chi è stato, finché non abbiamo un giudizio noi non puntiamo il dito contro il dirigente che si è dimesso (Marina Zeccoli, ndr) né contro il sindaco o altri. Aspettiamo il giudizio degli organi competenti. Purtroppo dall’incontro di metà maggio dove il sindaco ci ha spiegato a grandi linee cosa stava accadendo, non siamo più stati coinvolti».

«Siamo usciti all’inizio del consiglio - spiega Gianluca Lombardi, capogruppo Lega Nord - in quanto non si sarebbe parlato del bilancio, manca il rendiconto, il piano di rientro e che cosa la giunta intende fare». La Lega chiede un incontro col Prefetto e le dimissioni del sindaco Minarelli: «Dal 30 aprile scorso, quando ci fu il primo richiamo, al 31 luglio, crediamo ci sia stato tempo per attuare quel piano di rientro che il Comune non riesce a varare. Giudichiamo la comunicazione del Prefetto irricevibile (i 50 giorni di proroga concessi al Comune per il piano di rientro, ndr), perché di proroghe il Comune ne ha già avute. L’ennesima proroga - tuona Lombardi - concessa al Comune una sorta di accanimento terapeutico nei confronti di una giunta incapace di prendere qualsiasi decisione». Prossimo consiglio il 10 settembre, tema il bilancio.



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