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E nella notte rubano anche lo striscione pro Regeni

E nella notte rubano anche lo striscione pro Regeni

«È un gesto molto offensivo per la campagna e anche nei confronti degli italiani» commenta il responsabile della sezione ferrarese di Amnesty International, Luigi Franchini, dopo che la notte scorsa...

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«È un gesto molto offensivo per la campagna e anche nei confronti degli italiani» commenta il responsabile della sezione ferrarese di Amnesty International, Luigi Franchini, dopo che la notte scorsa è stato asportato dalla balaustra dello scalone monumentale del municipio lo striscione di Amnesty International che chiede verità sul caso Regeni, dottorando italiano morto al Cairo all’inizio del 2016.

Ferma è stata anche la reazione del Comune che condanna il gesto e ha già informato la Questura di Ferrara, annunciando inoltre che è pronto a rimpiazzare il manifesto il prima possibile; presto arriverà anche la già annunciata denuncia formale di Amnesty international, effetivo proprietario dello striscione. I responsabili del misfatto potrebbero forse essere identificati visionando le immagini delle telecamere di Piazza Municipale, sempre che fossero puntate sullo scalone; di questo se ne occuperà eventualmente la Questura.

Era dal 6 luglio 2016 che il manifesto era esposto in una delle principali piazze della nostra città ricordando a tutti quella che, fino a ieri, sembrava una campagna fortemente condivisa da tutta la cittadinanza. Giungono amare le parole del portavoce nazionale di Amnesy Riccardo Noury che commenta: «Solo qualche mese fa questo non sarebbe successo: è cambiata l’aria sulla vicenda di Giulio. Ci sono articoli e commenti sulla rete che imputano alla famiglia e ad Amnesty il fatto che i rapporti con l’Egitto non siano regolari. Ogni settimana però c’è un nuovo comune che aderisce a questa campagna».

Alberto Ravani

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