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L’acqua fredda causa della morte dei pesci nell’oasi

L’acqua fredda causa della morte dei pesci nell’oasi

ARGENTA. «Le temperature molto elevate, l’improvviso fenomeno temporalesco di domenica, con l’arrivo di acqua fredda, avrebbe (il condizionale è d’obbligo visto che si tratta di un’ipotesi; ndr)...

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ARGENTA. «Le temperature molto elevate, l’improvviso fenomeno temporalesco di domenica, con l’arrivo di acqua fredda, avrebbe (il condizionale è d’obbligo visto che si tratta di un’ipotesi; ndr) provocato un generale stato di ipossia dell'acqua e quindi dei pesci, che in seguito allo shock sono morti».

La dichiarazione è dell'assessore all’ambiente di Argenta, Marco Chiarini, e riguarda la catastrofe ittica che si è verificata lunedì mattina in “Cassa Bassarone”, l’ampia valle situata dietro la Pieve di San Giorgio, in piena Oasi di Campotto. La dichiarazione dell’assessore Chiarini è conseguente al sopralluogo effettuato di Mattia Lanzoni, ittiologo dell’Università degli Studi Ferrara.

«L’analisi dell’acqua - tiene a precisare Chiarini - non ha rivelato agenti inquinanti». Dunque, un fenomeno naturale è la causa di questa catastrofe ittica, patrimonio di proprietà del Consorzio della Bonifica Renana che ieri non era possibile calcolare ancora con esattezza.

Da questa mattina alle 6, una ditta specializzata chiamata ad operare per conto dello stesso Consorzio, inizierà la raccolta delle carcasse di grossi siluri, carpe e parecchio novellame, un intervento urgente in quanto il pesce morto è già in putrefazione e il vento lo ha spinto contro l’argine di Cassa Bassarone con la conseguenza che il cattivo odore è già molto forte in tutta la zona. Come detto, da questa mattina inizieranno le operazioni di rimozione del pesce e solamente dopo si potrà calcolare con esattezza il danno, inoltre, proprio per consentire il lavoro della ditta, «la pista ciclabile che va dal Parco della Pieve fino all’ecomuseo - conclude l’assessore Chiarini - rimarrà chiusa».

Giorgio Carnaroli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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