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«Rifiuti, ex pentito inattendibile»

Torna alla carica Perrella, Bratti (Bicamerale): si contraddice, bocciato dalle carte

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Riaffiora l’ex pentito di camorra Nunzio Perrella, che ha riproposto il copione su Ferrarra “terra dei fuochi” del Nord, con rifiuti di ogni genere sepolti un po’ ovunque negli anni ’80 e ’90, al sito web Fanpage.it. A corredo ci sono le testimonianze di Vittorio Galetti, ex dipendente Amiu, e dell’ambientalista Stefano Bulzoni, con tanto di ritrovamento di materiale contenente amianto dissotterrato in favore di telecamere. Intervistato anche il sindaco Tiziano Tagliani, il quale ribadisce che tutte le ex discariche sono sotto controllo (mesi fa vennero distribuiti i dati dei campionamenti) invitando a rivolgersi alla Procura per fatti nuovi. Pronta la reazione di Nicola Lodi, segretario comunale Lega Nord, che richiede controlli con scavi «oltre i 5 metri, sappiamo bene dove sono gli scarti e rifiuti tossici».

Lodi chiama tra l’altro in causa Alessandro Bratti in qualità di presidente della Commissione bicamerale rifiuti, che in effetti mesi fa, al momento delle prime accuse di Perrella raccolte da Nemo (Rai2), promise un approfondimento. Cosa ne è uscito? «Due elementi confermano la tesi iniziale dell’inattendibilità dell’ex pentito - è Bratti a parlare - Abbiamo anzitutto acquisito un verbale d’interrogatorio nel quale Perrella fa affermazioni in contraddizione con il suo coinvolgimento con presunti smaltimenti di rifiuti al Nord. I nostri contatti con le Procure interessate, al di là degli atti attualmente secretati che speriamo di poter rendere disponibili a settembre, ribadiscono poi questa inattendibilità». Bratti fa riferimento all’interrogatorio del 14 novembre 1992 da parte di Franco Roberti, all’epoca alla Direzione distrettuale antimafia. In quell’occasione Perrella afferma di essersi occupato personalmente di rifiuti dall’89, cioè anni dopo le vicende relative alle discariche ferraresi, databili agli anni ’80. Nella parte d’interrogatorio di cui si è a conoscenza, poi, Perrella fa sempre riferimento a discariche del sud, in particolare del Napoletano.

La Bicamerale sta invece approfondendo la sorte delle navi dei veleni, tra le quali la Karin B, respinte dall’Africa a metà anni Ottanta.

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