Violenza in zona Gad, chiesti rinforzi a Roma
Il Prefetto bussa al ministero per inviare in città più forze dell’ordine. Nuove lotte tra gruppi per il controllo del territorio: sei aggressioni in pochi giorni
FERRARA. Dopo un periodo di relativa tregua, disordini e violenza sono tornati a scuotere la zona Gad, il quartiere “caldo” di Ferrara già oggetto di numerosi esposti e proteste da parte dei residenti per la presenza di microcriminalità, compravendita di droga e risse, anche sanguinose. La Prefettura non è rimasta a guardare, e già nei giorni scorsi ha bussato a Roma chiedendo l’arrivo a Ferrara di personale di rinforzo. «La domanda al Ministero è già stata inoltrata - riferisce il prefetto Michele Tortora - Chiediamo l’invio massiccio di forze dell’ordine per potenziare il pattugliamento e la vigilanza nel quartiere. Non appena saremo in grado di sapere quante unità ci saranno assegnate, e quando, procederemo a coordinare i servizi di controllo», assicura Tortora.
Agosto non poteva cominciare peggio, per il tormentato quartiere giardino e per l’area della stazione ferroviaria: una nuova ondata di aggressioni e ferimenti che hanno alzato la già bollente temperatura della zona, e acuito l’esasperazione dei residenti.
Una recrudescenza che ha registrato sei episodi di violenza nell’arco di altrettanti giorni. A innescare questa nuova stagione di scontri, sembra essere la rivalità tra gruppi di nigeriani, “storici” detentori dell’attività di spaccio nella zona, con fazioni rivali di ivoriani. Questo almeno lascia immaginare la “tripletta” di zuffe che, in rapida successione, ha movimentato la serata di mercoledì 2 agosto. Frustate a colpi di cinghia e fendenti sferrati con cocci di bottiglia hanno alimentato la prima resa dei conti, che si è svolta nei giardini del grattacielo. L’arrivo delle forze dell’ordine ha fatto disperdere gran parte dei contendenti, i più malconci sono stati soccorsi e medicati. Ma non era finita lì perché evidentemente i conti non erano stati ancora chiusi. Un paio d’ore dopo, altre due risse con scambio di calci e pugni tra i gruppi contrapposti.
È l’inizio di una guerra senza esclusione di colpi, e il livello della violenza si alza due giorni dopo con la comparsa di una micidiale katana, arma già tristemente nota nelle “spedizioni punitive” tra spacciatori, come avvenne nella tragedia del sottomura, cinque anni fa. Questa volta non ci è scappato il morto, ma il giovane nigeriano trovato insanguinato venerdì mattina in viale IV Novembre con una ferita da taglio al fianco può ritenersi fortunato a non averci rimesso la vita.
Il giorno dopo, sabato, un’altra zuffa: nessun ferito ma una tempesta di botte che ha fatto intervenire la polizia municipale e i carabinieri del Norm; tre uomini, due marocchini e un nigeriano, sono stati denunciati per rissa. L’ultimo episodio risale a lunedì sera, nel piazzale della stazione: un giovane romeno, aggredito da un gruppo di ragazzi di colore, è stato ferito a un piede con un coltello e portato all’ospedale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
