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Gavello, bufera sul sexi cartellone

Gavello, bufera sul sexi cartellone

La leghista Grassilli: pubblicità così fanno apparire il corpo femminile in vendita

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GAVELLO. «Si sa, ormai, che la pubblicità usa messaggi subliminali. Attenzione, però, perché pubblicità di questo tipo potrebbero passare l’idea che il corpo femminile sia in vendita». Non è piaciuto alla consigliera leghista di Formignana, Barbara Grassilli, la pubblicità “osé” apparsa per promuovere la vendita di prodotti agricoli a chilometro zero, come ha fatto capire sui social. Una réclame comparsa nelle campagne di Gavello, in un cartellone che rientra nei progetti di promozione del commercio realizzati dal Comune di Bondeno come la geolocalizzazione dei produttori locali sul sito istituzionale. Nonostante la vicinanza politica della consigliera leghista e della giunta matildea, però, la divergenza pare evidente. La Grassilli ha anche aggiunto un riferimento sul fatto che sia sempre e solamente il corpo femminile ad essere sovraesposto e mercificato, ma «non ho assolutamente – scrive su Facebook – chiesto di rimuovere il cartello. In un partito – dice riferendosi probabilmente ai suoi colleghi bondenesi – ognuno è fortunatamente diverso per formazione e cultura».

Fatto sta che il cartello che pubblicizza i meloni di stagione, con l’allusione sexy ad una ragazza discinta che esibisce i seni, ancorché in costume, continua a fare discutere. Della questione parla anche il Partito democratico, attraverso il suo segretario locale, Tommaso Corradi: «Credo nella libertà di impresa e nei rischi che anche la scelta di una campagna pubblicitaria possa portare – dice Corradi –. Tuttavia, se qualcuno transitando davanti a questi cartelli (si trovano a lato della strada provinciale che collega Gavello con Scortichino) può sentirsi offeso va ascoltato e penso che sia giusta una riflessione nel merito. Al di là della questione dai toni apparentemente folkoristici della vicenda, è anche vero che ci troviamo in una società in cui siamo immersi in moltissime comunicazioni commerciali (come per l’intimo) in cui l’associazione con il corpo della donna e la sua mercificazione sono ormai all’ordine del giorno».

In buona sostanza quello di Gavello è solamente uno dei tantissimi esempi che compaiono quotidianamente su tutto il territorio nazionale. Messaggi accattivanti, che hanno lo scopo di invogliare il pubblico ad acquistare i prodotti.

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