Giovane e subordinato Cresce il lavoro nei campi
Occupazione dipendente +10% in sei mesi, incidono siccità e l’addio ai voucher Gli under 25 consolidano il trend. Confagri: aziende cresciute e più valore aggiunto
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L’agricoltura ferrarese crea posti di lavoro subordinati. La conferma di questo andamento, che dura ormai da diversi anni, arriva dall’incremento del 10% registrato del primo semestre 2017. «Questo incremento - spiega Paolo Cavalcoli, direttore Confagricoltura Ferrara, basandosi su un campione pari al 70% delle giornate denunciate all’Inps - è determinato dal favorevole andamento stagionale, dalla iniziale buona produzione delle coltivazioni di cocomeri, meloni e drupacee (cui purtroppo non è conseguito un altrettanto apprezzabile risultato in termini di prezzi del prodotto all’origine), la cui raccolta è stata anticipata a causa delle alte temperature che hanno determinato la maturazione del prodotto, dalle attività di irrigazione resesi necessarie a seguito della siccità che ha colpito il nostro territorio e, non da ultimo, dall’abrogazione dei cosiddetti voucher». Nel secondo semestre il prezzo non remunerativo di pesche, cocomeri e meloni, ha indotto diversi produttori a cessare anzitempo la raccolta, mentre per mele e pere (principali produzioni frutticole ferraresi) al momento si registra un calo di produzione dovuto a siccità e calore. Ma il calo di produzione dovrebbe essere ampiamente compensato dalle giornate di lavoro di studenti e pensionati, le cui prestazioni fino allo scorso anno venivano regolarizzate per mezzo dei voucher. Infatti il nuovo contratto di prestazione occasionale, introdotto alla fine dello scorso mese di giugno, risulta ad oggi pressoché inutilizzato in agricoltura, vista la sua complessità.
Nel 2016 le giornate di lavoro subordinato in agricoltura sono state poco meno di 1.300.000, con un incremento di oltre il 5% sull’anno precedente. Visto che nei primi anni 2000 le giornate di lavoro non superavano le 955mila, l’incremento in meno di venti anni sia stato addirittura superiore al 30%. «Ciò è stato determinato da due fattori - è la valutazione del direttore Confagricoltura - molte aziende, soprattutto quelle a conduzione familiare, hanno cessato l’attività, i terreni sono stati assorbiti da altre aziende che hanno incrementato le proprie dimensioni, dovendo ricorrere sempre più alle prestazioni di personale subordinato, sicché il lavoro si è spostato da quello autonomo a quello dipendente. Sono poi aumentate le produzioni a maggiore valore aggiunto, che richiedono più attività lavorativa». Altro dato significativo è l’incremento di lavoratori under 25, +4% nel 2016 che quest’anno senza voucher dovrebbe impennarsi.
Nel 2016 le giornate di lavoro subordinato in agricoltura sono state poco meno di 1.300.000, con un incremento di oltre il 5% sull’anno precedente. Visto che nei primi anni 2000 le giornate di lavoro non superavano le 955mila, l’incremento in meno di venti anni sia stato addirittura superiore al 30%. «Ciò è stato determinato da due fattori - è la valutazione del direttore Confagricoltura - molte aziende, soprattutto quelle a conduzione familiare, hanno cessato l’attività, i terreni sono stati assorbiti da altre aziende che hanno incrementato le proprie dimensioni, dovendo ricorrere sempre più alle prestazioni di personale subordinato, sicché il lavoro si è spostato da quello autonomo a quello dipendente. Sono poi aumentate le produzioni a maggiore valore aggiunto, che richiedono più attività lavorativa». Altro dato significativo è l’incremento di lavoratori under 25, +4% nel 2016 che quest’anno senza voucher dovrebbe impennarsi.
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