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«La legalità è di tutti Per noi i controlli sono al primo posto»

«La legalità è di tutti Per noi i controlli sono al primo posto»

L’assessore Gazzolo alla festa Pd fa il punto del post sisma Il Comitato: segnalate decine e decine di casi anomali 

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BONDENO. Tra il pubblico presente martedì sera alla festa de l’Unità non mancano cittadini smaniosi di raccontare la loro storia, spesso di sofferenza dopo il sisma. Compresi i membri del Comitato "verifica della ricostruzione", che ha già presentato circa una quarantina di esposti. I controlli, evidenzia però l’assessore Paola Gazzolo, «sono stati messi al primo posto. La legalità deve appartenere a tutti – dice l’assessore regionale al comitato –. È un bene che si facciano insieme le segnalazioni».

I controlli, spiega Enrico Cocchi (Regione): «riguardano il 100% delle pratiche. Dal momento che l’autorizzazione abitativa viene rilasciata dal Comune. Abbiamo utilizzato lo stesso meccanismo dei fondi strutturali, invece, per le imprese. Si è anche “incappati” nei controlli dell’Unione Europea, perché le risorse statali possono distorcere il principio della libera concorrenza».

Dopo quelli preventivi, vi sono controlli a campione di Regione e Comuni. Anche per la cosiddetta “permanenza dei requisiti”, «rispetto all’impegno – dice Cocchi – che il privato si è preso nei confronti del pubblico. Abbiamo segnalato un’ottantina di casi – dice Cocchi – alla Procura, che sta indagando per verificare se vi sono stati episodi di dolo».

Daniele Biancardi, ex amministratore nei Comuni di Bondeno e Cento che fa parte del Comitato Verifica Ricostruzione: «Abbiamo segnalato decine e decine di casi, in cui un edificio inagibile prima del sisma, che non poteva essere finanziato, lo è stato. Pensiamo che i relativi controlli potevano essere fatti preventivamente. Persino nella mostra fotografica che avete allestito (dice alla festa de l’Unità “Il terremoto 5 anni dopo" a cura di Bracciano Lodi e foto di Maurizio Guerzoni, inaugurata proprio martedì sera con l'assessore regionale Paola Gazzolo, ndr), ci sono due casi di questo tipo».

Ma le lamentale sono varie: da una donna che si dice «costretta a lavarsi con l’acqua fredda», perché le centraline e gli impianti sono nella parte danneggiata. Fino al cittadino che attende il Cas (contributo autonoma sistemazione) e vede separata la propria famiglia. Decine e decine di storie, che fanno capire una cosa: l’emergenza terremoto anche da queste parti è tutt’altro che finita. A distanza di cinque anni dalle devastanti scosse del 20 e 29 maggio tanto è stato fatto ma tanto resta ancora da fare con la burocrazia che spesso e volentieri finisce con l’intralciare le operazioni. La parola fine è ancora assai lontana dall’essere scritta e chissà mai quando ciò avverrà. Si va avanti a piccoli passi, fra tante difficoltà quotidiane.

Mirco Peccenini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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