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tragedia bartolucci

Madre e figlio uccisi a letto senza alcuna reazione

Madre e figlio uccisi a letto senza alcuna reazione

Le autopsie confermano le ipotesi degli inquirenti. Galeazzo sparò ai suoi cari nel sonno. Ora l’inchiesta si avvia alla chiusura

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FERRARA. Li ha uccisi nel sonno, figlio e moglie, e nulla ha evidenziato che potesse esservi stata una reazione che si fossero accorti del piano micidiale che Galeazzo Bartolucci aveva programmato: le autopsie già concluse sui corpi di Bartolucci, della moglie Mariella Mangolini e del figlio Giovanni hanno così, sulla base delle prime indicazioni medico-legali, confermato la ricostruzione della tragedia già delineata dagli inquirenti nelle ore successive alla tragedia: Galeazzo, 77 anni, ha sparato al figlio e alla moglie mentre si trovavano coricati a letto, nella casa di piazzetta Bartolucci, uccidendoli sul colpo: quindi ha innescato l’incendio nel magazzino al piano terra e poi si è diretto in via Boccaleone e con la stessa pistola, una Smith&Wesson 7.65 a tamburo, ha posto fine alla sua vita.

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Gli esiti degli accertamenti medico-legali, svolti martedì 8 agosto dalla dottoressa Cecilia Ferronato con il team di Rosa Maria Gaudio dell’ospedale Sant’Anna, non sono stati difformi da quanto già era stato delineato dagli inquirenti e da quanto ci si poteva aspettare. Che la signora Mariella e il figlio Giovanni fossero stati sorpresi mentre riposavano era risultato evidente già osservando la scena del duplice omicidio: i corpi erano in posizione supina, a letto. Tutto attorno, nessun segnale di colluttazione, di resistenza. Ogni elemento portava dunque a immaginare che Galeazzo avesse ucciso i suoi familiari mentre stavano ancora dormendo, per poi rivolgere l’arma verso di sè.

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Non prima, però, di aver tentato di “cancellare” tutto quanto con il fuoco, i cadaveri così come quella casa che aveva perso per debiti contratti con la banca, e che era finita all’asta. Ora dal punto di vista tecnico-giudiziario, il passo successivo, più che scontato, per il pm Ombretta Volta che coordina le indagini della Squadra Mobile, sarà chiedere l’archiviazione del caso, per morte del reo.

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Restano tuttavia tutti gli strascichi giudiziari di tutte le cause che erano state attivate dalla famiglia Bartolucci con i propri legali, la maggior parte di natura civilistica: pignoramento e vendita degli immobili per cui sono ancora in piedi le “opposizioni”, almeno dal punto di vista tecnico-formale, che potranno essere portare avanti o chiuse, e dipenderà dai familiari dei Bartolucci. Si tratta di ben 4 procedimenti diversi, innescati perchè secondo i legali della famiglia vi erano e vi sono nelle varie procedure seguite dei vizi e difetti sostanziali. Ultimo ma non ultimo il procedimento su cui Bartolucci aveva portato le sue rimostranze, denunciando la banca per usura, banca che aveva attivato in precedenza esecuzione immobiliare e pignoramento, a fronte di un prestito che i Bartolucci non avevano coperto.


 

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