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Ferrara

Muore sotto gli occhi del marito invalido bloccato nel letto

di Marcello Pulidori
Muore sotto gli occhi del marito invalido bloccato nel letto

Il dramma martedì notte nell’appartamento della coppia  L’anziana era al telefono per chiamare i soccorsi

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È riuscita lei stessa, pur colpita dal malore, a prendere in mano la cornetta del telefono ed a chiamare il 118, ma è stato il suo ultimo gesto. È morta così, nella tarda serata di martedì scorso, Nadia Breveglieri, 78 anni, da molti amici conosciuta anche come “Angela”. Erano conosciuti, i coniugi Baglioni, soprattutto per la generosità d’animo che hanno sempre dimostrato e per tutti quegli anni trascorsi in questo grazioso condominio di Via Algeria, quartiere Via Pomposa-Quacchio. La tragedia si è consumata attorno alla mezzanotte di martedì quando, per cause che sono ancora (in parte) in corso di accertamento, l’anziana, da anni sofferente di asma, ha avvertito un forte malore tanto da raggiungere il corridoio in cui si trovava il telefono e, appunto, chiamare i sanitari.

I medici sono arrivati in un lampo, ma purtroppo al loro sopraggiungere per Nadia non c’era già più nulla da fare.

Nadia Breveglieri è spirata pochi attimi dopo, ancora il telefono in mano. Con lei in casa c’era l’anziano marito, Umberto Baglioni, ex agente della Polizia municipale di Ferrara, da tempo in pensione, gravemente ammalato e peraltro fermo a letto proprio a causa delle patologie di cui soffre, e quindi impossibilitato a fornire il benché minimo aiuto alla moglie. Quando i sanitari di Ferrara Soccorso sono arrivati davanti al cancello di Via Algeria al civico 37 e sono saliti nell’appartamento al primo piano occupato dai coniugi Baglioni, hanno trovato la donna già priva di vita e l’uomo, nel letto, impossibilitato a muoversi. L’anziano è stato trasferito all’ospedale Sant’Anna di Cona per accertamenti. Da lì a pochi istanti sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco che, tra l’altro, hanno notato, su un fornello acceso, una scodella di acqua che stava per andare in ebollizione. Forse l’estremo tentativo della Breveglieri di prepararsi una medicina per poter alleviare il malessere dovuto all’asma. Il fuoco era rimasto acceso e così, ancora una volta, occorre registrare l’ennesimo provvidenziale intervento dei pompieri che sono entrati dalla finestra e, oltre al resto, hanno anche spento il fornello, evitando così conseguenze ulteriori. Ancora pochi attimi, mezzanotte e mezza, e sul luogo è arrivata anche una pattuglia dei carabinieri i quali si sono resi conto subito che si era trattato di una morte naturale, non dovuta cioè ad eventi traumatici o all’azione di terzi. Alcuni vicini di casa, con raro senso di solidarietà, hanno cercato di fare il possibile: si tratta di Elisabetta Ortolani e Angiolino Punzetti. Ma purtroppo anche il loro impegno non è valso a salvare la vita alla donna. «Sapevamo - ha detto ieri la Ortolani - che Nadia non stava bene e questa asma le dava spesso dei problemi. Certo nessuno si attendeva una cosa come quella dell’altra notte. Siamo addolorati». Anche Punzetti ricorda Nadia come una persona generosa, «da tempo si erano un po’ aggravate le condizioni di questa sua asma - dice il vicino di appartamento - , anche in altre occasioni era arrivata l’ambulanza. Questa volta è andata in un altro modo, purtroppo».

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