Pesche in crisi, aumentano i ritiri
Aiuto in arrivo per i produttori, che però chiedono controlli sulle importazioni
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Le pesche e le nettarine vengono pagate ai produttori un prezzo che oscilla tra 0,15 e 0,20 euro al chilo, mentre per le susine il prezzo al produttore non supera i 25 centesimi. E non è andato meglio per le albicocche, altra produzione estiva ben presente anche nelle campagne ferraresi. «Bisogna agire in maniera urgente - afferma Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutticolo dell’Alleanza coop - e bene ha fatto il ministero delle politiche agricole a convocare una riunione ieri, presieduta dal vice Ministro Olivero, per individuare alcune prime misure per affrontare la crisi». Le cause della crisi sono l’embargo russo, l’instabilità dei mercati del Nord Africa, la presenza aggressiva sul mercato dei prodotti spagnoli e il meteo avverso.
Tra le misure individuate ci sono i ritiri eccezionali aggiuntivi. Il 31 luglio è stato esaurito il plafond pesche/nettarine ma ora sta arrivando un quantitativo supplementare di 1.500 tonnellate, che potrebbe aumentare ulteriormente. Una buona notizia secondo Vernocchi, per il quale occorre però «sollecitare in maniera ferma la Commissione Ue affinché siano ampliati i quantitativi destinati all’Italia e affinché vengano riviste le modalità e i criteri stabiliti per l’assegnazione dei ritiri eccezionali, superando eccessive rigidità».
I produttori chiedono poi il controllo rigoroso sulle importazioni, la creazione di un catasto per le produzioni frutticole, promozioni per aumentare l’export nei nuovi mercati, la trasformazione dei prodotti ortofrutticoli per gli indigenti, l’assicurazione contro i rischi di mercato e i cambiamenti climatici.
Tra le misure individuate ci sono i ritiri eccezionali aggiuntivi. Il 31 luglio è stato esaurito il plafond pesche/nettarine ma ora sta arrivando un quantitativo supplementare di 1.500 tonnellate, che potrebbe aumentare ulteriormente. Una buona notizia secondo Vernocchi, per il quale occorre però «sollecitare in maniera ferma la Commissione Ue affinché siano ampliati i quantitativi destinati all’Italia e affinché vengano riviste le modalità e i criteri stabiliti per l’assegnazione dei ritiri eccezionali, superando eccessive rigidità».
I produttori chiedono poi il controllo rigoroso sulle importazioni, la creazione di un catasto per le produzioni frutticole, promozioni per aumentare l’export nei nuovi mercati, la trasformazione dei prodotti ortofrutticoli per gli indigenti, l’assicurazione contro i rischi di mercato e i cambiamenti climatici.
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