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«Saipem esporta attività» Allarme per la Regione

La riorganizzazione in corso alla Saipem, che conta due sedi in Emilia Romagna ed è impegnata in una maxi commessa al petrolchimico di Ferrara, rischia di avere pesanti ricadute. L’allarme è lanciato...

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La riorganizzazione in corso alla Saipem, che conta due sedi in Emilia Romagna ed è impegnata in una maxi commessa al petrolchimico di Ferrara, rischia di avere pesanti ricadute. L’allarme è lanciato dal consigliere regionale Gianni Bessi (Pd) che in un’interrogazione alla giunta Bonaccini segnala il processo di «trasferimento all’estero di abilità e conoscenze tecnologiche maturate sul territorio nazionale e della nostra regione». I risultati della semestrale 2017 mostrano un calo significativo degli utili e un aumento del debito netto, mentre il Piano strategico e di riorganizzazione 2017-2020 vede la ridefinizione dell’attività in cinque divisioni, con «possibili problemi occupazionali» per gli spostamenti su Parigi di parte degli asset. Bessi chiede alla giunta regionale un aggiornamento del processo di riorganizzazione e delle sue ricadute. Per quanto riguarda Ferrara, in realtà, «Saipem è impegnata solo nel maxi-cantiere per il nuovo impianto Versalis» spiega Stefano Mantovani (chimici Cisl), quindi le preoccupazioni occupazionali sono limitate. L’indotto regionale è complessivamente valutato in 10mila dipendenti, concentrato appunto in piazzale Donegani e a Ravenna.

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