Tutti i segreti di Igor dentro il Fiorino
di Daniele Predieri
Giallo sull’impronta di un dominicano sul dizionario di spagnolo. Spuntano libri per geroglifici, stelle e alfabeto morse
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Il Fiat Fiorino rimase lì, in via Spina, nel punto da dove poi Igor/Norbert scappò ai carabinieri che non poterono fermarlo sparando, perchè non c’erano le condizioni di sicurezza per farlo, come hanno indicato i stessi tre militari nell’annotazione sulla sera dell’8 aprile scorso e come “la Nuova Ferrara” ha registrato pubblicando l’atto, ora nel fascicolo di varie inchieste e chiarendo cosa successe realmente quella sera dopo l’omicidio di Valerio Verri, dopo la fuga di Igor dal Mezzano e l’inizio della caccia che dura da 4 mesi e mezzo.
Il Fiorino di Igor restò lì, abbandonato da Igor, e dentro c’erano tutti i suoi segreti, i suoi effetti personali che fotografano meglio di mille analisi o articoli di questi mesi chi era realmente Igor Vaclavic/Norbert Feher . Che indicano che Igor beveva Coca, mangiava wafer (di marca non dozzinali, i Loacker) e caffè (in lattina) ma anche in polvere e ciò indica che lo preparava nei suoi rifugi con tanto di moka.
Tutto materiale repertato dai carabinieri, analizzati dalla scientifica del Nas e che ha portato a svelare uno dei possibili complici di Igor: un cittadino dominicano conosciuto nel Bolognese dalle forze dell’ordine. A collegare lui, Manuel Nelson Santana a Igor sono alcune sue impronte digitali repertate e trovate su una pagina del dizionario di spagnolo che Igor aveva sul suo furgone Fiat Fiorino. Il pregiudicato è già entrato nell’inchiesta e ne è uscito perchè ascoltato a lungo dagli inquirenti, che dopo le verifiche fatte sulla sua posizione hanno fatto sfumare anche questa pista: Santana non era il complice di Igor, non aveva contatti - o non li ha avuti in questo periodo - e quella impronta è rimasta una pista investigativa finita nel nulla. Tra gli altri segreti della vita di Igor ci sono oggetti e altro: e tra questi una mappa del cielo (che forse gli serviva per orientarsi o semplicemente studiarla), un libretto dal titolo “Studiare i geroglifici” e all'interno un foglietto per imparare il linguaggio morse. Enigmi che restano sugli interessi e su chi fosse realmente Igor. Amante della Settimana enigmistica (due copie trovate) e dei liquori non forti (una bottiglia di 'Limoncetta di Sorrento) e materiale da boy scout autodidatta: tre bottiglie di plastica diventate torce, viveri e un mini-kit per medicarsi e una boccetta di mercurio-cromo. E poi, come dicevamo, quella impronta che aveva innescato un nuovo mistero nella vita di Igor e sui suoi contatti con la “corte dei miracoli” tra Ferrara e Bologna, ladri e truffatori come lui. Ma sulla figura del dominicano, gli inquirenti non hanno avuto sviluppi, è stato ascoltato sui rapporti con il latitante e tenuto sotto controllo, senza che emergessero elementi utili a rintracciare Igor, che studiava i geroglifici.
Il Fiorino di Igor restò lì, abbandonato da Igor, e dentro c’erano tutti i suoi segreti, i suoi effetti personali che fotografano meglio di mille analisi o articoli di questi mesi chi era realmente Igor Vaclavic/Norbert Feher . Che indicano che Igor beveva Coca, mangiava wafer (di marca non dozzinali, i Loacker) e caffè (in lattina) ma anche in polvere e ciò indica che lo preparava nei suoi rifugi con tanto di moka.
Tutto materiale repertato dai carabinieri, analizzati dalla scientifica del Nas e che ha portato a svelare uno dei possibili complici di Igor: un cittadino dominicano conosciuto nel Bolognese dalle forze dell’ordine. A collegare lui, Manuel Nelson Santana a Igor sono alcune sue impronte digitali repertate e trovate su una pagina del dizionario di spagnolo che Igor aveva sul suo furgone Fiat Fiorino. Il pregiudicato è già entrato nell’inchiesta e ne è uscito perchè ascoltato a lungo dagli inquirenti, che dopo le verifiche fatte sulla sua posizione hanno fatto sfumare anche questa pista: Santana non era il complice di Igor, non aveva contatti - o non li ha avuti in questo periodo - e quella impronta è rimasta una pista investigativa finita nel nulla. Tra gli altri segreti della vita di Igor ci sono oggetti e altro: e tra questi una mappa del cielo (che forse gli serviva per orientarsi o semplicemente studiarla), un libretto dal titolo “Studiare i geroglifici” e all'interno un foglietto per imparare il linguaggio morse. Enigmi che restano sugli interessi e su chi fosse realmente Igor. Amante della Settimana enigmistica (due copie trovate) e dei liquori non forti (una bottiglia di 'Limoncetta di Sorrento) e materiale da boy scout autodidatta: tre bottiglie di plastica diventate torce, viveri e un mini-kit per medicarsi e una boccetta di mercurio-cromo. E poi, come dicevamo, quella impronta che aveva innescato un nuovo mistero nella vita di Igor e sui suoi contatti con la “corte dei miracoli” tra Ferrara e Bologna, ladri e truffatori come lui. Ma sulla figura del dominicano, gli inquirenti non hanno avuto sviluppi, è stato ascoltato sui rapporti con il latitante e tenuto sotto controllo, senza che emergessero elementi utili a rintracciare Igor, che studiava i geroglifici.
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