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l’operazione della squadra mobile 

Banda proveniente dall’Est Gli accordi presi in codice

Banda proveniente dall’Est Gli accordi presi in codice

A capo della banda c’era Vitlie Uniuc, moldavo di 27 anni, detto Vitalik. Era lui a scegliere gli obiettivi, a compiere i sopralluoghi e reclutare la “manovalanza”. Suo braccio destro, Sergiu Sava,...

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A capo della banda c’era Vitlie Uniuc, moldavo di 27 anni, detto Vitalik. Era lui a scegliere gli obiettivi, a compiere i sopralluoghi e reclutare la “manovalanza”. Suo braccio destro, Sergiu Sava, moldavo di 22 anni, detto Seriojka, incensurato, era incaricato di trasportare la refurtiva nel “deposito” di via Magenta. Qui viveva Maksym “Max” Myloslavskyi, ucraino di 28 anni, il custode della banda. Ricoprivano invece il ruolo di “soldato” da reclutare per i colpi Vasile Mocanu, moldavo di 25 anni e Dmytro Shutiak, ucraino di 27 anni detto “Demon”, mentre gli ultimi due componenti, Ruslan Zaparaniuk, ucraino di 44 anni detto “Russik”, e Spiridon Chise, moldavo di 26 anni detto “Spiru” avevano la disponibilità dell’alloggio di corso Piave.

Tutti sono stati raggiunti, mercoledì, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pm di Bologna Roberto Ceroni e firmata dal gip Gianluca Petragnani Gelosi. Alcuni di loro, peraltro, si trovavano già in carcere dopo l’operazione dei carabinieri di Ferrara, coordinata dal pm Alberto Savino, che aveva sgominato un’altra “banda del buco” attiva nel Ferrarese.

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