La bufera strappa alberi, muri, tetti
Il fortunale ha battuto una vasta porzione della provincia. Gravi danni a Fiscaglia e in buona parte del Basso Ferrarese
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MASSA FISCAGLIA. La potenza del vento si è alleata di nuovo con la pioggia battente («non si vedeva a dieci metri di distanza», raccontavano ieri alcuni testimoni) per fare l’ennesima strage di alberi, muretti e tegole. Un vortice che ha spazzato un’intera fascia del territorio della provincia, da Migliaro fino al mare, attraversando Massa Fiscaglia, Codigoro, il Comacchiese, il litorale, Mesola. È lo scenario che lascia da qualche tempo a questa parte ogni fortunale, bufera, tempesta passeggera.
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Ieri il traffico è stato bloccato sulla via del Mare, ad esempio, e sulla Romea. Anche le linee dei treni sono andate in tilt: sospesa per alcune ore la circolazione dei treni sulla Ravenna-Alfonsine, ritardi fino a 100 minuti, due regionali cancellati. Trenitalia ha messo in campo autobus sostitutivi. Il vento ha spezzato rami e fogliame, abbattuto tronchi, rovinato auto, scoperchiato case e scuole, danneggiato impianti sportivi, parchi pubblici, linee elettriche. Chi si è messo in auto ieri intorno nel medio e basso ferrarese ha scoperto i danni chilometro dopo chilometro. A Rovereto poteva vedere caricato sul cassone di un camion quello che restava di un tiglio abbattuto domenica scorsa. Verso Migliaro, sulla provinciale, doveva attraversare 500 metri di strada, nei pressi del cimitero di Migliarino, passando su un tappeto di fronde e frammenti di legno.
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A Migliaro il primo impatto con i danni alle strutture. Sotto la facciata della stazione una massa di cocci era ciò che rimaneva della copertura della stazione Fer. Il personale spiegava che il vento aveva spostato anche alcune transenne nei pressi di un passaggio a livello di Massa Fiscaglia. A pochi metri, su strada e marciapiede, i rifiuti sparpagliati della raccolta differenziata. Alberi abbattuti e un cassonetto ribaltato anche davanti al ristorante Portovino, sulla Provinciale 68. A Massa il vento ha spezzato i rami dei pini mentre in via Melocca l’albero di una casa privata è franato sopra la Fiat 500 di Carlo Casini, incrinando la portiera e scheggiando il parabrezza.
La sindaca di Fiscaglia, Sabina Mucchi, assieme al vice Fabio Tosi e ad alcune tecnici comunali, ringraziava vigili urbani, pompieri, cantonieri, forze dell’ordine e ditte private per gli interventi che si sono susseguiti a raffica. Il bilancio in paese è pesante: devastato il parco urbano, dove dovrà essere ripiantata buona parte della vegetazione, fuori uso la biglietteria del campo sportivo dove pochi giorni fa un altro temporale ha abbattuto un muretto di cinta e ieri sulle macerie è piombato anche un albero divelto, scoperchiato il tetto del nido, crollato un muretto del cimitero, in frantumi diverse lapidi di pietra, Il fortunale non ha risparmiato la chiesa di Corte Cascina.
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A Codigoro è stato letteralmente sradicato un box in lamiera: i pezzi sono volati sfiorando le auto parcheggiate attorno. Anche il palasport ne ha fatto le spese. Pini caduti anche a Mesola, dove il sindaco, Gianni Michele Padovani, ringrazia protezione civile e dipendenti comunali mentre annuncia: «Ora dobbiamo ripristinare la corrente elettrica». A Ostellato, soprattutto in zona Dogato, decine di utenze elettriche sono finite fuori uso, a Libolla sono volate le sbarre del passaggio a livello, danneggiate alcune aziende agricole. A Mesola un albero gigantesco è finito su un’auto. Flagellati ancora una volta i lidi.
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