Omniacom, i conti dopo il fallimento
Argenta, il consigliere Azzalli chiederà la convocazione della commissione per far luce sui debiti del consorzio
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ARGENTA. Nuova pagina per Omniacom, il Consorzio che sosteneva l’università ad Argenta presieduto dall’ex sindaco Andrea Ricci e che nel giro di sei mesi si è ritrovato con un buco da 1 milione 500mila euro. A far tornare alla ribalta il problema è stata un’interrogazione presentata a giugno dalla leader di Argenta Rinnovamento Gabriella Azzalli. In sintesi, ha chiesto al sindaco Antonio Fiorentini se Comune e Soelia vantano crediti e se entrambi si sono insinuati al passivo del fallimento Omniacom. Nel rispondere, il vicesindaco Andrea Baldini, ha riferito che «al Comune di Argenta non risulta alcun credito. Al contrario, riceveva dall’Università di Ferrara un contributo annuo, che poi erogava per il 96% a Omnicom per l’attività e il restante 4% per i costi legati all’utilizzo dei locale del Convento dei Cappuccini».
Indirettamente, dal fallimento, il Comune ha avuto un vantaggio (se così si può dire) visto che aveva un debito nei confronti del Consorzio di 9.289 euro e 20 centesimi e che, in occasione del riaccertamanto dei residui, sono stati eliminati dal bilancio essendo in corso la procedura di concordato fallimentare e quindi non c’era più l’obbligo di versare qualsiasi somma.
Diverso, invece, il discorso per Soelia; la multiservizi, vantava crediti per 233.504,66 euro questo perché, Omniacom non ha pagato canoni di locazione e rimborso utenze per 145.299,98 euro, interessi di mora per ritardato pagamento (54.725,19 euro), la Tia (3.621,62), interessi di mora sulla Tia (311.55) e 29.546,32 euro per l’Iva. Dunque 233.504,66 euro che Soelia avrebbe dovuto incassare. Avrebbe... Infatti, come ha spiegato il vicesindaco Baldini «a fronte di questi crediti è stata presentata istanza di insinuazione al passivo del fallimento del Consorzio Omniacom, che non saranno riconosciuti, così come risulta dal piano di riparto finale ricevuto il 3 marzo dal curatore incaricato». Azzalli, nella replica in consiglio, si è chiesta come si può essere soddisfatti viste le spese legali e il mancato incasso di Soelia: «Troppi punti oscuri: chiederò la convocazione di una commissione bilancio. Non mi sono chiari certi passaggi sulla mancata azione di responsabilità amministrativa». «Anche noi non siamo contenti - chiude Baldini -: Soelia non ha incassato».
Indirettamente, dal fallimento, il Comune ha avuto un vantaggio (se così si può dire) visto che aveva un debito nei confronti del Consorzio di 9.289 euro e 20 centesimi e che, in occasione del riaccertamanto dei residui, sono stati eliminati dal bilancio essendo in corso la procedura di concordato fallimentare e quindi non c’era più l’obbligo di versare qualsiasi somma.
Diverso, invece, il discorso per Soelia; la multiservizi, vantava crediti per 233.504,66 euro questo perché, Omniacom non ha pagato canoni di locazione e rimborso utenze per 145.299,98 euro, interessi di mora per ritardato pagamento (54.725,19 euro), la Tia (3.621,62), interessi di mora sulla Tia (311.55) e 29.546,32 euro per l’Iva. Dunque 233.504,66 euro che Soelia avrebbe dovuto incassare. Avrebbe... Infatti, come ha spiegato il vicesindaco Baldini «a fronte di questi crediti è stata presentata istanza di insinuazione al passivo del fallimento del Consorzio Omniacom, che non saranno riconosciuti, così come risulta dal piano di riparto finale ricevuto il 3 marzo dal curatore incaricato». Azzalli, nella replica in consiglio, si è chiesta come si può essere soddisfatti viste le spese legali e il mancato incasso di Soelia: «Troppi punti oscuri: chiederò la convocazione di una commissione bilancio. Non mi sono chiari certi passaggi sulla mancata azione di responsabilità amministrativa». «Anche noi non siamo contenti - chiude Baldini -: Soelia non ha incassato».
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