Ponte Rana, la Regione stanzia i fondi per i lavori
Un milione e 450mila euro per la demolizione e successiva ricostruzione Prevista l’installazione di una struttura provvisoria durante l’intervento
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BONDENO. «Il 26 luglio è stato assunto il provvedimento da 1 milione e 450mila euro per la demolizione e ricostruzione del ponte Rana – annuncia l’assessore regionale alla difesa del suolo, Paola Gazzolo –. Più ulteriori 925mila euro per l’installazione di un ponte provvisorio, che sarà messo nelle condizioni di operare quando sarà chiuso ponte Rana, ora sottoposto a limitazioni al traffico».
La notizia arriva quasi a margine dell’incontro organizzato alla festa del Pd per parlare del sisma. Ma è di quelle destinate a cambiare lo scenario futuro della viabilità matildea.
Infatti, se fino a ieri il mantra dell’amministrazione comunale era stato quello di dire: «niente ponte Bailey. Il nostro ponte “provvisorio” sarà il nuovo ponte di Borgo Scala», evidentemente considerazioni successive hanno fatto propendere il Comune verso una richiesta diversa. Alla quale la Regione ha dato risposta positiva. Della quale si dichiara soddisfatto anche il consigliere provinciale Pd, Tommaso Corradi. «Ci tenevamo – ha detto Corradi – che fosse lo stesso assessore ad annunciarlo qui, alla nostra festa».
Cosa cambierà? Il fatto che Bondeno potrà contare su due nuovi ponti, già all’indomani dell’abbattimento dell’ammalorato Ponte Rana, per il quale continuano i monitoraggi. La cittadina matildea sarebbe rimasta per due anni con il solo nuovo ponte Scala.
Nella transizione, invece, ci sarà a smaltire il traffico anche un ponte provvisorio per il quale, avverte Paola Gazzolo, «Siamo alla fase di progettazione». Per ponte Rana si prevede un intervento di due anni, tra demolizione e ricostruzione del vecchio manufatto ed in quel margine di tempo la viabilità “da e per” il Quartiere del Sole potrà contare su due attraversamenti. Paola Gazzolo ha parlato di vari temi, affiancata dal direttore dell’Agenzia per la ricostruzione, Enrico Cocchi. «A cinque anni dal sisma – dice Gazzolo – siamo oltre la metà della ricostruzione. Una macchina inarrestabile – la definisce – che tiene i suoi tempi. 14mila e 700 nuclei familiari sono ritornati nelle loro case. Seicento solo nell’ultimo anno. Ne restano 1800 dei quali però nessuno vive più nei Map (i moduli temporanei; ndr). Si trovano ora in altre formule di alloggio.» La ricostruzione potrebbe essere un “modello”, poiché con un valore di 13 miliardi di euro era importante «accanto all’assistenza alla popolazione, che vi fosse anche l’impegno a non disperdere il tessuto produttivo, ed evitare le infiltrazioni malavitose». Molto ancora resta da fare, ma l’obiettivo dichiarato è quello di «concludere tutto, compresi i centri storici, entro 10 anni». (mi.pe.)
La notizia arriva quasi a margine dell’incontro organizzato alla festa del Pd per parlare del sisma. Ma è di quelle destinate a cambiare lo scenario futuro della viabilità matildea.
Infatti, se fino a ieri il mantra dell’amministrazione comunale era stato quello di dire: «niente ponte Bailey. Il nostro ponte “provvisorio” sarà il nuovo ponte di Borgo Scala», evidentemente considerazioni successive hanno fatto propendere il Comune verso una richiesta diversa. Alla quale la Regione ha dato risposta positiva. Della quale si dichiara soddisfatto anche il consigliere provinciale Pd, Tommaso Corradi. «Ci tenevamo – ha detto Corradi – che fosse lo stesso assessore ad annunciarlo qui, alla nostra festa».
Cosa cambierà? Il fatto che Bondeno potrà contare su due nuovi ponti, già all’indomani dell’abbattimento dell’ammalorato Ponte Rana, per il quale continuano i monitoraggi. La cittadina matildea sarebbe rimasta per due anni con il solo nuovo ponte Scala.
Nella transizione, invece, ci sarà a smaltire il traffico anche un ponte provvisorio per il quale, avverte Paola Gazzolo, «Siamo alla fase di progettazione». Per ponte Rana si prevede un intervento di due anni, tra demolizione e ricostruzione del vecchio manufatto ed in quel margine di tempo la viabilità “da e per” il Quartiere del Sole potrà contare su due attraversamenti. Paola Gazzolo ha parlato di vari temi, affiancata dal direttore dell’Agenzia per la ricostruzione, Enrico Cocchi. «A cinque anni dal sisma – dice Gazzolo – siamo oltre la metà della ricostruzione. Una macchina inarrestabile – la definisce – che tiene i suoi tempi. 14mila e 700 nuclei familiari sono ritornati nelle loro case. Seicento solo nell’ultimo anno. Ne restano 1800 dei quali però nessuno vive più nei Map (i moduli temporanei; ndr). Si trovano ora in altre formule di alloggio.» La ricostruzione potrebbe essere un “modello”, poiché con un valore di 13 miliardi di euro era importante «accanto all’assistenza alla popolazione, che vi fosse anche l’impegno a non disperdere il tessuto produttivo, ed evitare le infiltrazioni malavitose». Molto ancora resta da fare, ma l’obiettivo dichiarato è quello di «concludere tutto, compresi i centri storici, entro 10 anni». (mi.pe.)
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