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«A Ferrara medico rifiuta la pillola anticoncezionale: sono obiettore»

«A Ferrara medico rifiuta la pillola anticoncezionale: sono obiettore»

Il caso raccontato dall’assistita di una convenzionata Asl con ambulatorio in città. La professionista: caso delicato, ora non parlo. Ma l’Ordine ribadisce: la prescrizione va fatta

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FERRARA. Un medico di famiglia può rifiutare la prescrizione della pillola anticoncezionale a una propria assistita? La questione è stata sollevata da una donna residente a Ferrara che si è rivolta al proprio medico di base con ambulatorio in città: ha cambiato medico da poco tempo, ha detto, ed è rimasta sorpresa dall'obiezione di coscienza invocata dalla dottoressa quando le ha chiesto la ricetta per poter acquistare la “pillola”. «Il mio ginecologo - ha spiegato - me l’ha prescritta la prima volta poi mi ha detto di rivolgermi al medico di famiglia, che però ha dichiarato di essere obiettore e mi ha invitato a rivolgermi a una farmacia dove avrei potuto procurarmi il farmaco anche senza ricetta». Istruzioni seguite alla lettera una decina di giorni fa dalla stessa assistita, ma con il dubbio che non si possa fornire una motivazione di ordine etico per giustificare la volontà di non prescrivere un farmaco contraccettivo.

L’utente ha aggiunto che il farmacista le avrebbe poi consegnato il prodotto anticoncezionale, nonostante l'assenza di una prescrizione medica, per evitare che la cliente si trovasse in difficoltà non potendo procurarsi in altro modo il prodotto al quale aveva diritto.

La “Nuova Ferrara” ha contattato sul cellulare la titolare dell’ambulatorio medico che non ha voluto spiegare se ha effettivamente invocato l’obiezione di coscienza al momento della richiesta. Al cronista ha chiesto perché si stava interessando «a questa “confidenza” ricevuta quando ci sono tante notizie più importanti», si è appellata alla “riservatezza professionale” e ha risposto che «la questione è molto delicata per essere trattata per telefono nell’imminenza di ferragosto». La telefonata è stata interrotta dallo stesso medico.

Tralasciando la posizione personale della convenzionata Asl sulla questione (non esplicitata al cronista) e le convinzioni della stessa professionista su quali siano le «notizie importanti», la Nuova Ferrara ha ritenuto di assumere tre pareri qualificati sulla vicenda, sottoposta ai referenti come “caso scolastico”: Ordine dei medici, Associazione titolari di farmacia di Ferrara e Asl. «Riservatezza professionale? - la risposta di Bruno Di Lascio, presidente dell’Ordine dei medici - Il medico deve informare i propri pazienti in modo chiaro se ritiene di astenersi da alcuni suoi doveri per motivi etici, cioè se è un obiettore di coscienza, in modo da evitare che l’assistito venga a conoscenza del fatto solo quando ha bisogno della prestazione che il medico non fornisce. Per la “pillola” anticoncezionale inoltre, a quanto mi risulta, non si può invocare l’obiezione di coscienza. Prevale il diritto alla salute dell’assistito, quel farmaco deve essere prescritto dal medico a meno che non sussistano rischi per la salute della paziente legati proprio all’assunzione della “pillola”».

Il caso prospettato ha suscitato perplessità anche nella sede dell’Associazione titolari di farmacia di Ferrara, dove anticipano che «sulla questione etica intervengono altri organi, ma le farmacie devono consegnare la pillola anticoncezionale solo dietro prescrizione medica».

In realtà sembra che la consegna di farmaci senza prescrizione, anche se obbligatoria, sia una prassi, in alcune farmacie locali più che in altre. Un caso come quello segnalato alla “Nuova”, comunque, mette la farmacia in difficoltà, perché dovrebbe negare il farmaco alla cliente che ne ha diritto. Certamente contribuisce a creare confusione. Il direttore sanitario dell’Asl, Mauro Marabini, ricorda di «non aver ricevuto segnalazioni relative all’obiezione di coscienza per la pillola anticoncezionale, nè siamo al corrente di casi analoghi, almeno qui in provincia. Se la questione venisse portata a conoscenza dell’Asl certamente avvieremmo un accertamento interno per approfondire gli aspetti legali, medico-legali e amministrativi del caso. Inviteremmo inoltre il medico a spiegarci le sue ragioni». (gi.ca.)
 

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