La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara, rapinato con pugni in faccia per 5 euro

Ferrara, rapinato con pugni in faccia per 5 euro

Sono collegate le violenze degli ultimi giorni in Gad: piccoli regolamenti di conti tra i nuovi pusher, tutti richiedenti asilo

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Non sono risse e basta, non sono episodi casuali quelli registratati negli ultimi giorni e venerdì scorso nell’arco di due ore, in zona Gad. Sono piccoli regolamenti di conti tra i nuovi pusher e spacciatori, ragazzi poco più che ventenni, richiedenti asilo, che per una manciata di euro vendono droga per conto di altri spacciatori di un livello appena più alto e che innescano risse a mani nude, a suon di pugni o armati di biciclette da lanciarsi contro.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.15725495:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2017/08/12/news/gad-tre-risse-in-poche-ore-lancio-anche-di-biciclette-1.15725495]]

Loro sono l’ultimo anello di una catena che si sta allungando sempre più in zona Gad e non solo. E la conferma arriva dall’ultimo episodio di venerdì, ultimo di tre risse, sotto i portici nei pressi del bar Fiorella, quando una ragazzo nigeriano D.I, 24 anni, è stato soccorso, riverso a terra dopo essere stato colpito in faccia da una raffica di pugni e rapinato in questo modo di 5 euro: un bottino che è quasi sempre una somma di sopravvivenza e ciò la dice lunga sulle condizioni in cui vivono qui in città.

Una rapina che nasconde in realtà una sorta di piccolo regolamento di conti tra bande e singoli, un nuovo fenomeno che si sta allargando e sul quale gli inquirenti stano cercando di capirci qualcosa. Polizia e carabinieri - questo è il refrain di mesi e mesi di controlli in Gad - fanno ciò che possono: con poche risorse, altrettanti pochi uomini e spesso con le mani legate per poter operare e incidere (vedi alla voce, arresti impossibili). Tutto è legato allo spaccio al minuto, di pochissime quantità: e allora le risse che si sono succedute venerdì scorso sono tutte collegate a questo nuovo fenomeno.

E di questi gruppi fanno parte richiedenti asilo (quelli identificati venerdì) che arrivano in città senza arte nè parte e diventano l’ultimo anello di distribuzione di altri spacciatori anche loro posizionati a livelli bassissimi. Del resto, il fatto che il regolamento di conti abbia avuto come bottino 5 euro porta a ribadire che si tratta di una microcriminalità nuova e difficile da monitorare: si tratta di ragazzi, perlopiù nigeriani che arrivano in città non attraverso le assegnazioni dell’accoglienza, ma spesso in modo autonomo, e questo rende ancor di più non tracciabile la loro presenza se non quando coinvolti in fatti violenti.

Vivono di espedienti, bivaccano nei giardini di stazione, grattacielo, della ex mutua, in piazzetta Toti ma non si sa dove abitino: il nigeriano rapinato venerdì e poi trasportato a Cona è scomparso: era in sala d’attesa al pronto soccorso, quando alla chiamata dei sanitari non c’era più. E non si sa dove trovarlo: spunterà fuori alla prossima rissa, con regolamenti di conti.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google