La Nuova Ferrara

Ferrara

scaramagli (confagricoltura) 

Pesche, un anno pieno di insidie

«Prezzi al campo ai minimi storici per un’eccellenza del territorio»

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«I prezzi al campo delle pesche e nettarine sono ai minimi storici; si tratta di eccellenze del nostro territorio che vengono da un lunghissimo periodo di crisi, con prezzi in picchiata anno dopo anno. La novità è che il 2017 potrebbe essere davvero l'annus horribilis». È amareggiato Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara, che aggiunge «nella nostra provincia c'è chi ha già proceduto ad espiantare i pescheti, ritenendo che non sia più sostenibile mantenere gli impianti in mancanza di prospettive di ripresa. A Ferrara sono rimasti 650 ettari circa investiti a pescheto, quando negli anni 70 se ne contavano a migliaia; è un vero peccato se pensiamo che la pesca rappresenta una delle cosiddette perle del territorio ferrarese e che stiamo parlando di un frutto gustosissimo, ricco di vitamine, dolce e succoso, da sempre protagonista dell'estate».

«Il caldo anomalo e la quasi totale assenza di piovosità per lunghe settimane, hanno fatto sì che pesche e nettarine maturassero contemporaneamente nei Paesi produttori, determinando un conseguente surplus di prodotto - interviene Lorenzo Chiericati, presidente della Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara - il mercato europeo è invaso dal prodotto spagnolo e greco che viene proposto a prezzi stracciati, sicché il prodotto italiano non ha in questo momento alcuno sbocco commerciale, nemmeno presso la grande distribuzione organizzata italiana, che preferisce rifornirsi di prodotto estero. Non è infatti possibile proporre alla vendita il nostro prodotto allo stesso prezzo di quello spagnolo e greco, perché è nettamente inferiore ai prezzi di produzione che le nostre imprese devono sostenere». «Molti agricoltori ferraresi, come tanti altri loro colleghi di altre province italiane, hanno smesso di raccogliere i prodotti e questo crea un problema alle aziende ed ai loro dipendenti che si ritrovano senza lavoro; qualcosa deve cambiare - conclude Chiericati - perché a queste condizioni non è proprio possibile competere. Per dare un futuro al comparto occorrerebbero politiche adeguate per migliorare la competitività delle aziende agricole, una migliore organizzazione tra le varie aree di produzione, accordi professionali e promozionali con i buyer della Grande Distribuzione Organizzata». (a.t.)

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