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«Chiediamo libera scelta sui vaccini»

Un ordine del giorno del M5S a sindaco e giunta: «Solo l’Italia pone obblighi»

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Anche in consiglio comunale arriva l’onda dei “Free vax”, contro il decreto che impone l’obbligo delle vaccinazione nelle scuole. Il M5S ha infatti presentato un ordine del giorno a sindaco e giunta comunale per esprimere contrarietà al decreto che impone la profilassi obbligatoria per 10 vaccini per i bambini e gli adolescenti da 0 a 16 anni. Il movimento sottolinea, tuttavia, che non si tratta di un documento contro i vaccini, ma vuole essere un atto per la libertà di scelta. Su questo è chiaro il consigliere pentastellato Sergio Simeone, che afferma che «il tema non è vaccini sì vaccini no. Ci sono 15 paesi europei che non prevedono nessuno obbligo vaccinale, altri che hanno l’obbligo per alcuni vaccini, solo l’Italia ha l’imposizione per 10 di questi».

«Chiediamo - aggiunge - di valutare se l’applicazione dell’obbligo non contrasti con la libertà di scelta». E domanda: «Perché non si fa una campagna di informazione come in Veneto, dove il tasso di copertura supera il 92%? Sarebbe più unificante per le persone». «I segnali di avversione al decreto sono sempre di più - riprende Simeone - anche da parte della comunità scientifica, come si è visto nella manifestazione free-vax che si è svolta a Ferrara lo scorso 26 luglio». Tre sono i punti che il M5s critica del decreto: «Innanzitutto, l’uso legislativo d’urgenza che non ha fondamento: non risulta un’emergenza sanitaria, se così fosse il sindaco lo avrebbe comunicato. Inoltre saremo l’unico paese al mondo ad avere prescrizioni così stringenti, per il fatto che si obbligano le persone a partecipare alla campagna di vaccinazione senza avere dato opportune precisazioni sulle conseguenze per i vaccinati; in ultimo, le conseguenze sociali». L’obbligo riguarda solo la fascia d’età 0-16, «come se un adulto non potesse essere contagiato o trasmettere la malattia», sottolinea il consigliere. Infine, il fatto che gli altri paesi europei non abbiano obblighi o ci sia profilassi limitata perché il tasso di copertura è quello richiesto dall’Oms del 95%, è un fatto dovuto a migliore informazione per il consigliere Simeone: «È dimostrato - sostiene - che nei paesi dove non c’è obbligo vaccinale e il tasso di vaccinati è adeguato, il risultato è correlato ad una migliore qualità dell’informazione».

Veronica Capucci

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