il declino delle kermesse politiche
Feste di partito in crisi. Meno volontari e costi in aumento
di Maurizio Barbieri
Vitellio, Pd: «Cambia il modello perché cambia la società». Tricolore, Lega e Rifondazione resistono. I socialisti ko
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La crisi in atto in vari settori non risparmia le feste di partito. Costi di allestimento sempre più elevati, carenza di volontari e disaffezione da parte dei frequentatori sono tra le cause principale della crisi. Dopo il boom che è proseguito fino all’inizio degli anni Novanta quando ci svolgevano decine e decine di feste de l’Unità anche nei centri più sperduti dalla provincia e varie feste socialiste de l’Avanti ed alcune di Rifondazione Comunista (Medelana/Rovereto, che resiste tuttora, Ferrara e Comacchio) mentre il centro destra poteva contare sull’unica bandierina rappresentata dalla festa Tricolore di Mirabello sorta nel 1980, piano piano le feste dipartito sono diminuite. Sparite le feste socialiste (l’unica rimasta fino allo scorso anno è stata quella di Ravalle), si sono assottigliate anche quelle de l’Unità (ne sono rimaste una quindicina) mentre la Lega Nord per qualche anno svolgeva la propria festa denominata Mez setembar frares in città per poi effettuare una sola festa provinciale dapprima a Quartesana, poi a Diamantina e ultimamente a Villa Borgatti in quel di Corporeno.
Un tempo i volontari erano disposti a lavorare gratis, simangiava bene a prezzi contenuti e poi spettacoli musicali di livello e spesso anche dibattiti su temi locali e nazionali con la presenza dei cosiddetti big. .Poi inevitabile la crisi e per un certo periodo di tempo nel Pd le feste non si chiamavano più de l’Unità ma democratiche. La crisi del volontariato si è acuita,i costi sono aumentati notevolmente, gli spettacoli di livello si sono rarefatti e feste come quelle che si svolgevano al Montagnone di Ferrara dove gli ospiti si chiamavano Vasco Rossi sono solo un lontano ricordo.
«Ci sono stati cambiamenti importanti in merito alle autorizzazioni, agli allestimenti, ora per questioni di sicurezza ci si affida a ditte specializzate -spiega Luigi Vitellio, segretario provinciale del Partito democratico - al fine di ridurre i costi di montaggio e smontaggio abbiamo fatto la scelta di fare feste dove esistono già strutture approntate vedi il caso delle feste al centro sociale “Il Parco” di via Canapa o quella che inizierà il 24 agosto al centro di promozione sociale “Il Quadrifoglio” di Pontelagoscuro grazie ai rapporti con l’Ancescao.Il volontariato c’è. Quello che cambia è il modello di queste feste perchè cambia la società. Certo dove sono state fatte scelte importanti vedi a Poggio Renatico e a Portomaggiore dove sono state realizzate strutture fisse, i risultati si vedono». Resta il fatto che fette importanti di territorio, vedi il Basso Ferrarese, sono rimaste prive di feste (quest’anno ha ammainato bandiera Lagosanto che era l’ultima a resistere dopo che negli anni scorsi avevano chiuso le feste di Lido Pomposa e quella di Mesola che si svolgeva a lato della statale Romea. Poi Vitellio annuncia una sorpresa. «Stiamo già lavorando per un’iniziativa importante l’anno prossimo da svolgersi a Ferrara. Per ora posso dire solamente questo».
«Certo la carenza di volontari si fa sentire -spiega Alberto Bovinelli, storico volontario della festa Pd di San Martino, una delle pochissime rimaste nei piccoli centri - ma sono i costi quelli che ti ammazzano. Quest’anno abbiamo rimpicciolito la festa ma nonostante questo paghiamo oltre tremila euro di occupazione suolopubblico, solo per dirne una».
In alcune zone c’è la concorrenza di Articolo1-Mdp.In Emilia-Romagna gli ex compagni hanno organizzato una festa a Marina di Ravenna e qualcuna in Toscana e anche questo può incidere a livello soprattutto di volontari. Le feste socialiste a Ferrara e provincia erano una tradizione consolidata, poi la crisi dei partiti le ha messe ko. L’ultima a chiudere è stata la storica festa di Ravalle. «Quest’anno non facciamo la nostra festa - spiega Sergio Mazzini, storico organizzatore - in quanto il teatro dove si svolgeva deve essere messo a norma in quanto sono cambiate le normative. Nel corso degli anni sono aumentate le varie normative e sono tantissime le procedure burocratiche e si fa fatica a seguire tutte le regole. L’anno prossimo siamo intenzionati a riprendere la nostra festa. I volontari ci sono ancora e a Ferrara e provincia contiamo circa duecento iscritti».
Rifondazione da anni svolge la propria festa nel centro Speg di Medelana/Rovereto. «E’ importante per mantenere un rapporto con i compagni. È dura ma vogliamo andare avanti». Resistono le feste della Lega anche se a Ferrara e provincia l’unica bandierina è quella di Corporeno.
Un tempo i volontari erano disposti a lavorare gratis, simangiava bene a prezzi contenuti e poi spettacoli musicali di livello e spesso anche dibattiti su temi locali e nazionali con la presenza dei cosiddetti big. .Poi inevitabile la crisi e per un certo periodo di tempo nel Pd le feste non si chiamavano più de l’Unità ma democratiche. La crisi del volontariato si è acuita,i costi sono aumentati notevolmente, gli spettacoli di livello si sono rarefatti e feste come quelle che si svolgevano al Montagnone di Ferrara dove gli ospiti si chiamavano Vasco Rossi sono solo un lontano ricordo.
«Ci sono stati cambiamenti importanti in merito alle autorizzazioni, agli allestimenti, ora per questioni di sicurezza ci si affida a ditte specializzate -spiega Luigi Vitellio, segretario provinciale del Partito democratico - al fine di ridurre i costi di montaggio e smontaggio abbiamo fatto la scelta di fare feste dove esistono già strutture approntate vedi il caso delle feste al centro sociale “Il Parco” di via Canapa o quella che inizierà il 24 agosto al centro di promozione sociale “Il Quadrifoglio” di Pontelagoscuro grazie ai rapporti con l’Ancescao.Il volontariato c’è. Quello che cambia è il modello di queste feste perchè cambia la società. Certo dove sono state fatte scelte importanti vedi a Poggio Renatico e a Portomaggiore dove sono state realizzate strutture fisse, i risultati si vedono». Resta il fatto che fette importanti di territorio, vedi il Basso Ferrarese, sono rimaste prive di feste (quest’anno ha ammainato bandiera Lagosanto che era l’ultima a resistere dopo che negli anni scorsi avevano chiuso le feste di Lido Pomposa e quella di Mesola che si svolgeva a lato della statale Romea. Poi Vitellio annuncia una sorpresa. «Stiamo già lavorando per un’iniziativa importante l’anno prossimo da svolgersi a Ferrara. Per ora posso dire solamente questo».
«Certo la carenza di volontari si fa sentire -spiega Alberto Bovinelli, storico volontario della festa Pd di San Martino, una delle pochissime rimaste nei piccoli centri - ma sono i costi quelli che ti ammazzano. Quest’anno abbiamo rimpicciolito la festa ma nonostante questo paghiamo oltre tremila euro di occupazione suolopubblico, solo per dirne una».
In alcune zone c’è la concorrenza di Articolo1-Mdp.In Emilia-Romagna gli ex compagni hanno organizzato una festa a Marina di Ravenna e qualcuna in Toscana e anche questo può incidere a livello soprattutto di volontari. Le feste socialiste a Ferrara e provincia erano una tradizione consolidata, poi la crisi dei partiti le ha messe ko. L’ultima a chiudere è stata la storica festa di Ravalle. «Quest’anno non facciamo la nostra festa - spiega Sergio Mazzini, storico organizzatore - in quanto il teatro dove si svolgeva deve essere messo a norma in quanto sono cambiate le normative. Nel corso degli anni sono aumentate le varie normative e sono tantissime le procedure burocratiche e si fa fatica a seguire tutte le regole. L’anno prossimo siamo intenzionati a riprendere la nostra festa. I volontari ci sono ancora e a Ferrara e provincia contiamo circa duecento iscritti».
Rifondazione da anni svolge la propria festa nel centro Speg di Medelana/Rovereto. «E’ importante per mantenere un rapporto con i compagni. È dura ma vogliamo andare avanti». Resistono le feste della Lega anche se a Ferrara e provincia l’unica bandierina è quella di Corporeno.
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