Scoppia la guerra delle ambulanze
Trasporto a casa degli infermi: bando del Sant’Anna vinto da un’associazione di Milano. I ferraresi minacciano azioni legali
FERRARA. Al Sant’Anna sta per scoppiare una nuova guerra delle ambulanze. Ma questa volta non si tratta delle postazioni da assegnare al volontariato per i trasporti ordinari e d’emergenza, per i quali Regione e Asl (vedi la “Nuova” di ieri) hanno deciso di prorogare l’appalto in corso fino ad ottobre con la possibilità di un ulteriore rinvio a fine anno, in attesa che vengano approvate le nuove regole per l’affidamento dei servizi alle associazioni.
La nuova contesa vede contrapposte alcune associazioni di volontariato locali (in parte le stesse interessate all’appalto dei trasporti ordinari e d’emergenza) e un’associazione di Milano, l’unica ad aver presentato una proposta ufficiale rispondendo ad un avviso pubblico del 2016 bandito dall’azienda Sant’Anna per selezionare i soggetti interessati ad entrare in un elenco di associazioni autorizzate a gestire il trasporto dei dimessi applicando all’utenza una tariffa calmierata. Il servizio non è di importanza marginale: è rivolto a pazienti spesso anziani o limitati nei movimenti, in condizioni di salute talvolta precarie, che, usciti dall’ospedale, possono spostarsi solo su un mezzo attrezzato e con personale formato. Da anni questa attività è “parcheggiata” in una sorta di terra di nessuno: il Sant’Anna sottolinea che non rientra tra le prestazioni sanitarie che l’ospedale è obbligato ad erogare, il Comune e altri enti del territorio non hanno mai ritenuto di poterla “adottare” per la sua natura privata, non sociale.
Per questo motivo chi esce da un ricovero ospedaliero soprattutto negli orari serali e non può spostarsi su un mezzo ordinario sa che l’attesa dell’ambulanza per il rientro a casa può essere molto lunga (anche ore) e costosa (sono stati segnalati casi di salassi da 150 euro), fino all’assurdità dell’ambulanza che arriva da Bologna per portare a casa un paziente dimesso dal Sant’Anna e residente in provincia di Ferrara. Sulla questione, mai risolta, ha deciso di intervenire l’anno scorso il Sant’Anna che ha emesso un bando al quale non ha partecipato nessuna associazione locale. Con l’azienda ospedaliera le associazioni hanno protestato - questa la versione raccolta dalla “Nuova” - perchè la pubblicazione di quell’avviso non sarebbe stata adeguatamente pubblicizzata. La sua comparsa sull’albo pretorio però non era sfuggita all’associazione “Santa Liviana” di Milano, unica ad aver aderito alla proposta del Sant’Anna. Da qualche giorno viene indicata all’utenza dalla stessa azienda sanitaria come il fornitore di servizio a cui rivolgersi per il trasporto al domicilio dopo l’uscita dall’ospedale.
Le associazioni locali avrebbero contattato nei mesi scorsi i dirigenti del Sant’Anna contestando (ad avviso ormai scaduto) anche l’esiguità delle tariffe imposte. «Noi non ci stiamo dentro con quei prezzi, come fa a sostenerli un’associazione che viene da Milano?», commentava ieri un operatore ferrarese.
Numeri di telefono e tariffe (30 € per tragitti fino a 20 km andata e ritorno, più 1 € a km oltre i 20 km) sono chiaramente indicati in uno stampato dell’azienda ospedaliera, mentre in una saletta non lontana dal pronto soccorso sono stati posati un tavolo e qualche sedia, oltre ad un volantino esposto che richiama gli stessi dati.
Uno dei motivi di scontro è il fatto che “Santa Liviana” ritiene di dover esercitare il servizio in esclusiva o in via privilegiata, ma nel regolamento sarebbe precisata la condizione opposta, “non in via esclusiva”. Sul sito del Sant’Anna, in effetti, sono riportati i nomi di altre dieci associazioni della provincia oltre a quella del sodalizio milanese, con esplicitazione di orari e tariffe. Ma la miccia ormai è accesa e sia “Santa Liviana” che le associazioni locali hanno intenzione di contattare l’azienda proprio a cavallo di ferragosto. Vogliono chiarire la vicenda, i ferraresi minacciano azioni legali. (gi.ca.)
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